Cronaca
2 Settembre 2026
Il presidente di Cidas già assolto in primo grado. La difesa: "Questa impugnazione nasce dall'esigenza di sostenere l'accusa contro Lodi più che dalla convinzione di vedere ribaltata la sentenza"

Caso Cidas. La Procura fa ricorso in appello per Bertarelli

di Pietro Perelli | 3 min

Leggi anche

La Procura di Ferrara ha deciso di proporre appello rispetto alla sentenza di assoluzione nei confronti di Daniele Bertarelli, presidente di Cidas, finito a processo con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere un’utilità.

Bertarelli era già stato assolto lo scorso 18 marzo con formula piena, perché il fatto non sussiste, da collegio del tribunale di Ferrara presieduto da Piera Tassoni.

La vicenda è la stessa per cui nel dicembre del 2024 il gup del tribunale di Ferrara Andrea Migliorelli condannò, con rito abbreviato, l’ex vicesindaco Nicola Lodi a due anni e dieci mesi (i processi sono stati separati dal momento che l’ex vicesindaco aveva scelto il rito abbreviato) per le presunte pressioni al numero uno della coop al fine di ottenere provvedimenti disciplinari nei confronti di un socio-dipendente, Daniel Servelli, parte civile nel procedimento, che lo aveva criticato su Facebook con una frase che gli costò un processo per diffamazione aggravata chiuso con una multa.

Lodi, secondo l’accusa, abusando della sua qualità o dei suoi poteri di pubblico ufficiale, avrebbe infatti indotto Daniele Bertarelli a promettergli indebitamente una utilità.

Nell’orami famosa lettera choc del 3 maggio 2020, resa pubblica da Estense.com l’ex vicesindaco aveva chiesto a Bertarelli di rimuovere il dipendente dall’incarico che stava svolgendo presso l’ospedale di Cona. Un fatto definito “necessario per mantenere sereni rapporti collaborativi con la vostra cooperativa e che vogliamo non vengano meno per colpa di una persona di questo genere”. La collaborazione tra il Comune di Ferrara e Cidas al tempo prevedeva diversi contratti e appalti per oltre 1 milione e 600mila euro.

Bertarelli non eseguì esattamente quanto richiesto da Lodi, ma procedette comunque alla sanzione disciplinare del richiamo verbale (avvenuto il 27 maggio 2020) e successivamente in un ulteriore avvertimento orale, nel corso di una discussione (registrata da Servelli) il 18 agosto successivo.

Quattro giorni prima questo secondo incontro, il 14 agosto, Lodi aveva sollecitato nuovamente il presidente di Cidas. Dopo altri post critici di Servelli, scrisse a Bertarelli di “valutare seriamente misure di limitazione di queste azioni”, pena il venir meno del rapporto di fiducia tra ente pubblico e società. Il destinatario della missiva rispose, via mail, promettendo l’adozione di nuove misure, che non si sono realizzate. Qui intervenne anche il parere tecnico discorde del responsabile risorse umane di Cidas.

La Procura ritiene invece, e per questo ha proposto appello, che l’adesione di Bertarelli all’induzione indebita esercitata da Lodi trovi conferma nella minaccia, riferita al lavoratore, di possibili ritorsioni nei confronti della Cooperativa.

Secondo la Procura, inoltre, il fatto che il provvedimento adottato nei confronti di Servelli fosse astrattamente legittimo non esclude il carattere indebito della promessa fatta da Bertarelli a Lodi, soprattutto qualora tale strumento sia stato utilizzato non per autonome esigenze del datore di lavoro.

Nella ricostruzione dell’accusa, il presidente di Cidas avrebbe quindi esercitato, aderendo alle pretese di Lodi, una pressione sul lavoratore, sia in forma implicita sia esplicita.

Ad avviso della difesa del presidente di Cidas, rappresentata dall’avvocato Simone Trombetti, “questa impugnazione nasce dall’esigenza di sostenere l’accusa contro Lodi (la cui condanna è oggi al vaglio della Corte di Appello) più che dalla convinzione di vedere ribaltata la sentenza, perfettamente argomentata, del Tribunale. Il presidente Bertarelli è già stato assolto in primo grado e lo sarà anche in appello”,

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com