“Oltre 400 detenuti in una struttura che potrebbe ospitarne poco meno di 250. Numeri che raccontano con grande evidenza la situazione di sovraffollamento del carcere di Ferrara e le difficoltà che questa condizione determina quotidianamente, sia per le persone detenute sia per chi lavora all’interno della struttura”.
A dichiararlo sono Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e Simona Larghetti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno effettuato un sopralluogo presso la casa circondariale di Ferrara.
“Il sovraffollamento – spiegano Calvano e Larghetti – incide inevitabilmente sulla vivibilità degli spazi e rende ancora più complesso il lavoro della direzione del carcere e degli agenti di Polizia penitenziaria. Anche il personale, infatti, è numericamente ben al di sotto di quello che sarebbe necessario per garantire il corretto funzionamento della struttura e affrontare una situazione così complessa”.
Alle criticità strutturali e di organico si aggiunge in queste settimane anche il problema delle alte temperature. “La Direzione – proseguono – si è attivata per affrontare l’emergenza attraverso ventilatori e altri sistemi alternativi al condizionamento. Ma è evidente che non possono essere solo soluzioni temporanee a risolvere un problema che riguarda le condizioni di vita e di lavoro all’interno della struttura. Servono interventi strutturali e risposte adeguate da parte del Ministero”.
Durante la visita, Calvano e Larghetti hanno inoltre potuto conoscere il lavoro svolto all’interno del carcere per offrire alle persone detenute opportunità formative e percorsi di impegno e inserimento lavorativo.
“È un lavoro prezioso – sottolineano – che rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rendere concreta la funzione rieducativa della pena e costruire percorsi di reinserimento. Proprio per questo riteniamo che queste attività meritino un sostegno ancora maggiore, a partire dal rafforzamento del personale pedagogico e delle figure che accompagnano le persone detenute nei loro percorsi”.
“Il Governo, anche attraverso i suoi rappresentanti ferraresi, ha comunicato che tra settembre e gennaio arriveranno risposte concrete ad alcune delle criticità che abbiamo evidenziato. Noi monitoreremo con attenzione questa situazione e continueremo a sollecitare il Ministero affinché gli impegni annunciati si traducano in interventi reali. Lo dobbiamo alle persone detenute, agli operatori, agli agenti di Polizia penitenziaria e a tutte le persone che ogni giorno lavorano all’interno del carcere di Ferrara”.
“Ringraziamo infine la Direzione della casa circondariale e tutte le persone che ci hanno accompagnato durante il sopralluogo per l’attenzione che ci è stata riservata e per la preziosa occasione di confronto che abbiamo avuto nel corso della visita”, concludono Calvano e Larghetti.
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