Attualità
19 Agosto 2026
Bando finanziato dal Feampa per compensare mancati guadagni e maggiori costi di produzione. Domande entro il 21 settembre

Pesca e acquacoltura, dalla Regione indennizzi per i rincari legati alla crisi in Medio Oriente

di Redazione | 3 min

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Sostenere le imprese emiliano-romagnole della pesca e dell’acquacoltura attraverso la concessione di indennizzi per il mancato guadagno e i maggiori costi di produzione legati alle conseguenze economiche della crisi in Medio Oriente, a partire dal sensibile aumento del carburante.

È quanto prevede il bando approvato dalla Regione, finanziato attraverso il Programma nazionale del Feampa 2021-2027, il Fondo europeo per gli Affari marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura. Gli indennizzi riguarderanno il periodo compreso tra il 28 febbraio e il 31 dicembre. Le domande vanno inviate entro il 21 settembre tramite Pec.

Per quanto riguarda l’ammontare delle risorse, è in corso l’iter di approvazione della proposta di modifica del piano finanziario da parte dei servizi della Commissione europea. Lo scorso 16 aprile, infatti, la Commissione stessa, con propria decisione, aveva definito “la situazione in Medio Oriente al 28 febbraio 2026 come evento eccezionale che causa una perturbazione significativa dei mercati”. Veniva così attivato il meccanismo previsto dal Regolamento di attuazione del Feampa, finalizzato a sostenere le imprese della pesca e dell’acquacoltura mediante la corresponsione di indennizzi per il mancato guadagno o per i maggiori costi sostenuti.

“Attraverso questo bando – sottolinea l’assessore alla Pesca, Alessio Mammi – vogliamo sostenere un settore strategico per il sistema costiero dell’Emilia-Romagna. La crisi in Medio Oriente ha innescato inevitabilmente un aumento dei costi per le imprese del settore, incluso l’aumento dei prezzi del carburante, con pesanti ricadute: grazie al riconoscimento della Commissione europea, sarà possibile garantire un aiuto concreto a un comparto che si trova già a fare i conti con gli effetti sempre più gravi e frequenti causati dai cambiamenti climatici, dal surriscaldamento globale e dalla presenza di specie aliene. Di fronte a questa situazione- prosegue l’assessore- diventa fondamentale tutelare il lavoro delle imprese, riconoscendo loro gli strumenti per affrontare le criticità e continuare a investire nel proprio futuro. Sostenere pesca e acquacoltura significa infatti difendere non soltanto un comparto produttivo, ma un patrimonio di competenze, imprese e comunità che appartiene alla storia e al futuro dei nostri territori. Un settore- conclude Mammi- che rappresenta un presidio economico, occupazionale e identitario fondamentale per tutta l’Emilia-Romagna”.

Destinatari, modalità e requisiti del bando

I fondi sono destinati alle “micro, piccole e medie imprese”, come definite nella Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Ue, afferenti al settore della pesca e dell’acquacoltura. In particolare, verranno sostenute le imprese armatrici di imbarcazioni da pesca in mare o nelle acque interne che svolgono attività di pesca professionale, compresi anche i pescatori che operano in forma autonoma e che armano in proprio il peschereccio; le imprese di acquacoltura in forma individuale o costituite in una delle forme societarie previste, a esclusione delle cooperative che commercializzano direttamente il prodotto. Per queste ultime è richiesta la presentazione delle domande a cura dei singoli soci (imprese individuali o imprese associate) purché le specie ittiche risultino allevate e raccolte/catturate direttamente dall’azienda. Per accedere ai finanziamenti le imprese dovranno avere sede legale, ovvero operativa, nel territorio regionale, ed essere in possesso di tutti i requisiti di ammissibilità prescritti nel bando.

Per maggiori dettagli su modalità e requisiti per la presentazione delle domande, si rinvia alla pagina dedicata: https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/feampa-2021-2027/bandi/2026/sostegno-imprese-pesca-e-acquacoltura.

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