Attualità
15 Agosto 2026
Chiusa l'edizione 2026 con oltre cento partecipanti da 19 Paesi. Domenico Bedin: "La nostra comunità ferrarese è ormai multietnica"

Scuola Estiva di italiano, a Ferrara 1.800 persone coinvolte in 18 anni

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Si è chiusa il 13 agosto, con una festa al parco della scuola Leopardi, l’edizione 2026 della Scuola Estiva di Italiano, un’esperienza che in 18 anni ha coinvolto circa 1.800 bambini, ragazzi e mamme arrivati da poco in Italia e desiderosi di imparare la lingua per poter affrontare il percorso scolastico e lavorativo.

Alla festa conclusiva hanno partecipato oltre cento persone provenienti da 19 Paesi del mondo. Dopo aver ricevuto il diploma, i partecipanti hanno condiviso anche alcune delle tradizioni dei propri Paesi, portando vivande tipiche e indossando abiti e acconciature tradizionali. “Una bimba afgana era vestita da fatina… due bimbi portavano una pettinatura alla pakistana… tutti elegantissimi nei loro costumi tipici”, si legge nel comunicato.

La Scuola Estiva è nata dalla richiesta di Livia, insegnante della scuola Poledrelli, che si trovava in difficoltà nel coinvolgere gli alunni appena arrivati in Italia a causa delle difficoltà linguistiche. Da qui la decisione di dedicare parte dell’estate all’apprendimento dell’italiano. “Da subito il Comune di Ferrara e la Cidas, il Germoglio, Anolf, il Cpa….hanno messo in campo le energie necessarie per migliorare e rendere stabile questo ottimo servizio”, viene sottolineato.

Nel bilancio dell’esperienza, però, la Scuola Estiva viene indicata non soltanto come un servizio educativo, ma anche come un’esperienza dal significato più ampio. “Ma più di tutto la Scuola Estiva costituisce un Segno”, si legge nel testo.

Il primo messaggio, secondo il comunicato, riguarda la trasformazione della società ferrarese: “La Scuola Estiva costituisce un segno. Prima di tutto indica che la nostra comunità ferrarese è ormai multietnica e che bisogna pensare un futuro dove tutti sono protagonisti e che bisogna ‘giocare’ insieme la stessa partita”.

Da qui anche l’appello a investire maggiormente sulla scuola: “Il denaro pubblico andrebbe investito sempre più sulla scuola … appunto multietnica”.

Infine, il tema dell’immigrazione, interpretato nel comunicato non come un fenomeno da contrastare ma come una sfida da affrontare. “L’immigrazione non è un male da esorcizzare… bensì la sfida più fruttuosa ed esaltante che siamo chiamati a giocare”.

La conclusione è un invito a cambiare prospettiva: “Chi ancora ci guida guardando solo lo specchietto retrovisore guardi finalmente avanti…”.

L’edizione 2026 si chiude dunque con il bilancio di un’esperienza che, nell’arco di 18 anni, ha fatto dell’apprendimento della lingua italiana uno strumento di inclusione e di incontro tra persone provenienti da contesti e Paesi diversi.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com