Cento
13 Agosto 2026
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia contesta la gestione dell’imprevisto emerso dopo la demolizione dell’impalcato e chiede chiarezza sui costi aggiuntivi e sul terzo ponte sul Reno

Ponte Nuovo, Pettazzoni attacca: “Troppi tecnicismi per nascondere l’assenza di programmazione”

di Redazione | 3 min

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Cento. La difformità emersa nelle pile del Ponte Nuovo dopo la demolizione dell’impalcato, che ha reso necessario un intervento di adeguamento con un conseguente slittamento di circa un mese sul cronoprogramma, alimenta le polemiche politiche. A intervenire è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Pettazzoni, che contesta le spiegazioni fornite sulla vicenda e chiede maggiore chiarezza sulle conseguenze economiche dell’imprevisto.

“Francamente trovo poco credibile sostenere che non erano rilevabili difformità in fase di progettazione dell’intervento”, afferma Pettazzoni, secondo il quale su un’opera strategica per la viabilità sarebbe stato necessario “prevedere le conseguenze, programmare per tempo e mettere in campo soluzioni concrete per evitare che a pagare il conto siano ancora una volta cittadini, automobilisti e attività economiche”.

Il consigliere critica in particolare il modo in cui è stata illustrata la modifica progettuale. “Quello che trovo particolarmente significativo – sostiene – è il modo in cui l’amministrazione ha cercato di spiegare la situazione: una quantità spropositata di tecnicismi, dettagli e giustificazioni che sembrano quasi voler spostare l’attenzione dal vero problema”. Da qui la provocazione: “Siamo davanti alla classica excusatio non petita, accusatio manifesta”.

Nel mirino di Pettazzoni finiscono soprattutto i possibili costi dell’operazione. “Si parla molto delle motivazioni tecniche, delle procedure e delle difficoltà, ma guarda caso non si parla dei soldi in più che questa situazione finirà per costare”, afferma. E chiede: “Quanto poi peseranno questi ulteriori disagi sugli automobilisti? Quanto costeranno alle attività economiche? E soprattutto, quanto costeranno alla collettività le conseguenze di una programmazione che, evidentemente, non ha saputo affrontare per tempo il problema?”. Per il consigliere, servono “risposte precise, non altri tecnicismi”.

Secondo Pettazzoni, il ritardo si tradurrà soprattutto in ulteriori disagi per chi deve attraversare l’area e per le attività economiche. “Il risultato concreto è quello di aumentare i disagi agli automobilisti, già alle prese con traffico e lunghi tempi di percorrenza e mettere ancora più in difficoltà le attività commerciali e le imprese che subiranno un ulteriore mese di viabilità inefficiente”, sostiene.

La vicenda del Ponte Nuovo diventa così, nelle parole del consigliere, anche l’occasione per rilanciare il tema del terzo ponte sul Reno. “Da anni sostengo la necessità di affrontare seriamente il progetto del terzo ponte sul Reno”, ricorda Pettazzoni, precisando che non si tratterebbe di una proposta legata all’attuale emergenza, ma di una battaglia che porta avanti “da anni” per creare un’alternativa all’attuale sistema viario.

“Se questa amministrazione fosse stata davvero lungimirante – attacca – avrebbe dovuto iniziare da tempo a lavorare concretamente sul terzo ponte: studi di fattibilità, progettazione, individuazione delle risorse e confronto con gli enti competenti”. Secondo Pettazzoni, invece, “si continua a rincorrere l’emergenza, mentre le infrastrutture necessarie restano ferme al palo”.

Infine, il consigliere solleva una questione istituzionale, lamentando di aver appreso dalla stampa informazioni relative all’intervento. “Trovo inoltre grave e irrispettoso che i consiglieri comunali debbano apprendere dalla stampa informazioni che riguardano direttamente il territorio e che avranno conseguenze importanti sulla vita quotidiana dei cittadini”, afferma.

“La politica non può ridursi a una gara a chi trova la giustificazione tecnica migliore”, conclude Pettazzoni. “Governare significa assumersi la responsabilità delle scelte, prevedere i problemi e investire per evitarli”. E torna a chiedere che il terzo ponte sul Reno diventi “finalmente un progetto concreto e non l’ennesima questione da rimandare”.

La richiesta finale riguarda però anche l’impatto economico della vicenda del Ponte Nuovo: “I cittadini e le attività del territorio hanno bisogno di risposte, tempi certi e infrastrutture”. E soprattutto, conclude il consigliere, “hanno il diritto di sapere quanto tutto questo costerà loro”.

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