“La Pro Loco è stata esclusa dalla gestione della fiera per mancato raggiungimento dei requisiti imposti dal bando del 2024; sono 50 anni che il settembre centese lo facciamo noi”. Il presidente dell’associazione di Cento, Daniele Rubino, denuncia pubblicamente l’esclusione visto che – dice – non avrebbe avuto alcuna risposta alla lettera inviata al Comune.
Non solo, Rubino sostiene che “i cittadini hanno il diritto di porre domande al Comune e quest’ultimo ha il dovere di rispondere”. Soprattutto però, durante la conferenza indetta per denunciare l’accaduto, sostiene di aver notato, girando per la fiera, “che i requisiti scritti nel capitolato non vengono rispettati” e per questo chiede chiarimenti.
“Non vogliamo attaccare il sindaco e fare una campagna contro di lui – aggiunge -, facciamo questo perché abbiamo rilevato delle cose che non ci convincono e vogliamo risposte.”
Il presidente della Pro Loco mostra come alcuni articoli scritti nel bando per l’organizzazione della fiera – a suo dire – non verrebbero rispettati: “L’articolo 4 del bando specifica che la durata minima della fiera deve essere di 5 giorni ma quest’anno e l’anno scorso la fiera ne è durata solo 4. Un giorno di fiera in più porta giovamento al centro storico e guadagno alle attività del centro. Perché sono 2 anni che vengono fatti 4 giorni invece di 5? Non ci vengono date risposte”.
Rubini spiega che nel secondo punto dell’articolo 4 verrebbe indicato come obbligatorio comprendere l’8 settembre nei giorni di fiera. “L’8 settembre è una tradizione importante per la comunità centese. Nell’edizione della fiera del 2020, sotto la nostra gestione, il calendario era identico a quello del 2026 e, nonostante ciò, la fiera è cominciata l’8 settembre. Abbiamo aggiunto un giorno di fiera in più. Perché in questi ultimi 2 anni è stato tolto e non è stato detto? Per me l’8 settembre è il giorno della fiera e deve ritornarlo, nel rispetto delle tradizioni di chi vive a Cento da sempre”
Nel terzo passaggio dell’articolo 4, sostiene sempre Rubini, si direbbe che il concessionario dovrebbe mettere 15 giorni di disponibilità del service in piazza (palco, sicurezza e impianto). Quest’anno però “il service è rimasto solamente per 10 giorni e ciò ha portato un affollamento di attività sul palco della piazza”. “Molte esibizioni – prosegue – si sono dovute svolgere di fretta a causa di una scaletta molto rigida. I 5 giorni in più previsti dal bando avrebbero garantito più tranquillità e fluidità agli spettacoli”.
Il presidente prende poi in causa l’articolo 30 perché, dice, “al palco mancava il fondale o un telo nero: durante gli spettacoli si vedevano le macchine passare sullo sfondo, è una mancanza di rispetto per chi si esibisce e il bando lo prevedeva”.
A mancare sarebbe stata “anche la rampa d’accesso per i disabili e la copertura motorizzata; sono cose forse banali ma quando c’è un contratto da rispettare, va rispettato”.
Ultimo punto del bando sul quale si sofferma Rubino riguarda i tempi degli allestimenti: “Il 17 settembre il palco era ancora montato e doveva essere smontato entro il 16. Ciò ha causato problemi alla gestione del mercato di giovedì 17″.
Oltre a questi aspetti il presidente della Pro Loco si è poi espresso anche sul marchio marchio storico Settembre Centese”: “Aver tolto il marchio del settembre centese alla Pro Loco è stato un atto gravissimo che va contro un’associazione che rappresenta la storia del comune”
In chiusura Rubino tiene a ribadire che la conferenza e la presa di posizione non sarebbe un attacco politico ma una richiesta di spiegazioni e risposte da parte del comune: “Tutte queste modifiche non hanno portato miglioramenti alla fiera e alla comunità centese, noi vogliamo chiarimenti”.
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