“C’è un filo invisibile che lega le stragi che hanno insanguinato il nostro Paese, dalla stazione di Bologna a Ustica, dalla Uno bianca all’Italicus. Ed è l’impegno di tutta la comunità, a partire dai familiari delle vittime, per chiedere giustizia e al tempo stesso esercitare il diritto e il dovere di conservare la memoria”.
Questo il commento del presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Maurizio Fabbri che, dopo le commemorazioni a Bologna per l’anniversario della strage alla stazione, si è recato in mattinata in treno a San Benedetto Val di Sambro (Bologna) per ricordare le vittime dell’attentato al treno Italicus, nel 52° anniversario. Nel corso della giornata un pensiero è stato rivolto anche alle 16 vittime dell’altra strage che ha ferito questo territorio, quella del Rapido 904 ricordata tristemente come “strage di Natale” perché avvenne il 23 dicembre 1984.
“La memoria è necessaria perché esiste una dimensione pubblica, condivisa, di certi drammi e certi dolori. Una memoria da trasferire di generazione in generazione. Sono passati oltre cinquant’anni da quella notte tra il 3 e il 4 agosto del 1974 in cui un attentato terroristico neofascista causava la morte di 12 persone. Avrebbero potuto essere molte di più. Di quella strage sappiamo che, nel disegno criminale di chi la perpetuò, doveva condurre a un colpo di Stato. Lo stesso obiettivo eversivo dell’attentato di matrice terroristica-mafiosa di dieci anni dopo. Ma la democrazia è stata più forte, e oggi è nostro compito ribadirlo ancora una volta. La violenza non deve vincere sulle regole democratiche”.
Il presidente ha concluso il suo intervento ricordando Silver Sirotti, l’eroico ferroviere di appena 24 anni che sacrificò la sua vita nel tentativo di salvare i viaggiatori intrappolati nelle fiamme. “L’immagine di un giovane che, armato solo di un estintore si lancia coraggiosamente contro le fiamme è l’immagine della parte migliore della nostra comunità, quella che non si fa spaventare e che si batte per salvare gli altri. L’impegno delle istituzioni per tramandare la memoria è il modo migliore di onorare il suo gesto”.
Nel corso della cerimonia sono state deposte le corone ai piedi dei cippi che ricordano le vittime delle stragi del treno Italicus del 1974 e quelle del Rapido 904 del 1984.
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