“È un impianto così rilevante che non capiamo come si possa far finta che non esista”. Una voce sconsolata quella dei residenti di Villanova e delle frazioni limitrofe che si oppongono alla costruzione della centrale a biometano, una voce che a distanza di un anno continua a dover chiedere le stesse cose.
“Da qualche tempo – ci racconta la portavoce Sandra Travagli – passano centinaia di trattori con il carico di biomasse ma il cantiere è ancora in corso. Sono già state completate tutte le opere per il corretto funzionamento?”
La percezione dei cittadini è quella “dell’assenza di controllo rispetto a come opera il cantiere” anche a causa di una mancata risposta da parte degli assessori competenti alla continua richiesta di chiarimenti e di un incontro.
Risalgono alla scorso 19 maggio le tre lettere inviate al vicesindaco Alessandro Balboni e agli assessori Cristina Coletti e Stefano Vita Finzi Zalman. Ancora nessuna risposta è stata ottenuta anche se una piccola apertura pare essere stata fatta da Coletti che – fa sapere il gruppo No Biometano Villanova – ha detto che si sarebbe “fatta da mediatrice per l’organizzazione di un incontro con anche i suoi due colleghi”.
Ancora però manca una data e, dice Travagli, “dopo quattro anni è disarmante dover chiedere ancora incontri”.
Incontri che servirebbero, nell’ottica dei cittadini, a dare maggiori garanzie rispetto all’opera in atto. Non più, o non solo, come era inizialmente, un contrasto a quella centrale che “nessuno voleva” – così aveva detto Balboni durante un incontro a Villanova – ma una richiesta di massima trasparenza. In sostanza: “Orami l’opera è in costruzione, almeno ci venga detto cosa fanno, come lo fanno, lo stato di avanzamento dei lavori e il grado di inquinamento prodotto”.
Oggi oltre al cantiere per la costruzione dell’impianto, come detto ancora in atto, i cittadini devono fare i conto con quella per la costruzione della nuova rotatoria all’incrocio tra via Pomposa e via Ponte Assa. L’accesso alla strada che collega alla frazione di Villanova è chiusa mentre sul lato opposto rimane aperta. Proprio da quel lato passano le centinaia di trattori con rimorchio che consegnano il materiale, i residenti parlano di “migliaia di tonnellate”. A questi si aggiungono le centinaia di mezzi trasporto terra e betoniere al servizio del cantiere che passano tutto l’anno.
Preoccupazione, come già lo scorso anno, molto alta per l’avanzamento delle opere di contenimento del percolato, il liquido che deriva dalle biomasse consegnate. A questo si aggiunge quella per l’avanzamento delle opere e alla loro adeguatezza ma anche alla viabilità. “Quello tra via Pomposa e Ponte Assa – spiega Travagli – è diventato (per il grande numero di mezzi che passano quotidianamente, ndr) un incrocio pericolosissimo”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com