Nidi, nuova gara e proroga ad Adecco. Sul futuro delle ausiliarie si decide nel 2027
Nuova gara in arrivo per le ausiliarie dei servizi educativi comunali, con una proroga dell'attuale contratto Adecco per coprire il tempo necessario alla procedura
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Sì alla Casa dei rider, ma la maggioranza mette subito un paletto: nessun costo dovrà ricadere sul Comune. È questo il punto più discusso dell’ordine del giorno approvato ieri in Consiglio comunale per creare uno spazio di supporto ai lavoratori delle consegne a domicilio.
L’ordine del giorno, presentato da Enrico Segala e Davide Proto, è stato alla fine approvato all’unanimità. Prima, però, con 20 sì e 12 no è passato l’emendamento di Luca Caprini della Civica Fabbri, che ha modificato soprattutto il capitolo economico.
La proposta del Pd è quella di individuare uno spazio dove i rider possano fermarsi tra una consegna e l’altra, utilizzare i servizi igienici, ricaricare telefoni e dispositivi e trovare riparo dal caldo e dal maltempo.
Ma per Segala la Casa dei rider non sarebbe soltanto una misura di sostegno a chi lavora nel delivery. In una città universitaria come Ferrara, sostiene il consigliere, potrebbe diventare anche un’opportunità per i giovani che cercano un impiego durante gli studi: “La Casa dei ridere potrebbe essere un’opportunità per i nostri giovani, per farli avvicinare al lavoro durante gli studi e quindi intendere questa proposta come un investimento per Ferrara”.
Caprini, pur definendo la mozione “intelligente e appropriata”, ha chiesto però che, se verrà utilizzato un immobile comunale, siano pagati i canoni previsti dai regolamenti e che manutenzione, gestione e sostenibilità economica restino interamente a carico dei soggetti privati del settore. Nessun aggravio, dunque, per le casse del Comune.
Segala ha dunque contestato la modifica che, a suo giudizio, rischia di complicare un progetto nato per essere semplice: mettere gratuitamente a disposizione uno degli spazi comunali inutilizzati e costruire attorno alla Casa dei rider una gestione condivisa tra amministrazione, sindacati, terzo settore, ristorazione e università.
“Li diamo quasi per scontati, come facessero parte dell’arredo urbano”, ha detto parlando dei rider spesso studenti, migranti e lavoratori precari costretti a passare ore in strada tra caldo, freddo e pioggia. Per Segala la struttura dovrebbe essere non solo un riparo, ma anche un luogo di socialità, tutela e informazione.
Netta anche Marzia Marchi (M5S), che ha richiamato le inchieste sulle condizioni di lavoro nelle piattaforme del delivery e il rischio che i costi imposti alle aziende finiscano poi per ricadere sugli stessi lavoratori. “Vogliamo fargli pagare anche il posto di ristoro?”, ha chiesto, annunciando il voto contrario all’emendamento.
Marchi ha poi messo a confronto il rigore richiesto per la Casa dei rider con altre concessioni comunali: “Mi sono arrivati i dati sul Summer Festival e ho scoperto, mio malgrado, quanto sconti si facciano”. Per la consigliera è difficile giustificare che proprio di fronte a lavoratori fragili si pretenda invece la “totale assenza di oneri” per il Comune.
Sulla stessa linea anche Anna Zonari (La Comune), che ha ricordato le esperienze già avviate a Bologna, Reggio Emilia e Modena con formule diverse e, in alcuni casi, con un intervento economico pubblico. Escludere a priori qualsiasi partecipazione del Comune, secondo la consigliera, rischia di depotenziare la coprogettazione.
Zonari ha inoltre contestato il passaggio dell’emendamento che propone di favorire, attraverso la contrattazione sindacale, l’utilizzo “preferenziale” della struttura da parte dei rider: uno spazio di servizio, ha osservato, non dovrebbe trasformarsi in uno strumento per spostare i lavoratori fuori da piazze e portici.
Favorevole alla mozione e contrario all’emendamento anche Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo), che ha indicato negli immobili comunali inutilizzati – citando anche l’ex Mercato coperto – una possibile soluzione, almeno temporanea. Per il consigliere il Comune dovrebbe assumere un ruolo di regia di fronte alle conseguenze dei nuovi lavori.
Sulla Casa dei rider, insomma, nessuno di no. A dividere maggioranza e opposizione è chi dovrà pagare il conto.
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