Attualità
25 Maggio 2026
I cittadini di Villanova, Albarea, Denore e Viconovo scrivono a Balboni, Coletti e Vita Finzi Zalman. "L'amministrazione rifiuta contatti e non dà risposte"

No Biometano Villanova. “Dove sono gli assessori?”

di Pietro Perelli | 4 min

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Gentile assessore o gentile assessora. Iniziano tutte così le tre lettere inviate ad Alessandro Balboni, Cristina Coletti e Stefano Vita Finzi Zalman dal gruppo di cittadini di Villanova che si oppone alla realizzazione della centrale a biometano. Tornano a sollecitare agli assessori un incontro per discutere e portare le loro istanze per migliorare la qualità della vita nella frazione in cui vivono. Una richiesta a cui si aggiungono anche i cittadini delle frazioni di Denore, Albarea e Viconovo.

Ai tre rappresentanti politici le lettere sono state inviate martedì 19 maggio e ad oggi, 25 maggio, ancora non è arrivata nessuna risposta. Non è la prima volta che il gruppo si sente deluso dai rappresentanti politici di Ferrara.”Si tratta – ci dice la portavoce Sandra Travagli – di una situazione assimilabile ad altre dove l’amministrazione ha rifiutato di avere contatti e dare risposte“.

“Un opera di quel rilievo – dice poi riferendosi al mastodontico impianto per la produzione di biometano in costruzione nella frazione – avrebbe meritato un percorso decisamente diverso. Non è chiaro perché non lo si possa affrontare attraverso un percorso condiviso“.

La lettera al vicesindaco Alessandro Balboni

Nello scrivere al vicesindaco Balboni ricordano l’incontro presso il Parchetto Giochi di Villanova del 7 agosto 2025. Un incontro nel quale l’oggetto erano le “informative relative ai lavori di costruzione della centrale biometano nella zona”.

“Il suo impegno – ricordano al vicesindaco – alla fine di tale incontro era di recarsi presso il cantiere per eseguire un sopralluogo (da notizie di stampa corredate da servizio fotografico abbiamo appreso che questo è stato effettuato nella stessa giornata) e, successivamente, fornirci informazioni sullo stato dell’arte e sul prosieguo dei lavori. Non abbiamo più avuto il piacere di incontrarla o di ricevere le informazioni promesse“.

Sempre dalla stampa fanno sapere di aver appreso di un Balboni “molto occupato su altri versanti per i quali attiva, correttamente, percorsi partecipati con i residenti delle zone interessate dai vari interventi di miglioria della città”. “Ci dispiace – aggiungono – essere evidentemente considerati meno cittadini di altri, in quanto in questa zona percorsi partecipati non sono mai stati attivati”.

Lamentano di non essere “nemmeno informati sullo stato di avanzamento dei lavori e delle previste procedure autorizzative, non essendo ottemperato il principio di accesso agli atti”. Non conoscono neanche “quali scelte siano state fatte per garantire il corretto monitoraggio in fase di costruzione dell’impianto e successivo funzionamento”.

Si domandano dunque: “Quali certezze abbiamo sulle emissioni, sull’interessamento della falda, sul rispetto del progetto originario e delle successive modifiche in fase di costruzione? A quale autorità terza è affidato il controllo, e con quali apparecchiature?”

“Nulla sappiamo – ribadiscono – delle previste misure di mitigazione. In compenso, vediamo un avanzamento dei lavori difforme e maggiormente invasivo rispetto al progetto inizialmente presentato. Di questo e su altri argomenti vorremmo discutere con lei convinti che debbano esserci date risposte, per cui le ribadiamo la nostra richiesta di incontro da svolgere a Villanova”.

La lettera all’assessora Cristina Coletti

All’assessora Cristina Coletti chiedono di poterla incontrare nel “tentativo di rappresentarle istanze tese a migliorare la qualità della vita in queste località”.

Nonostante averle chiesto “ripetutamente un incontro” e aver “ricevuto rassicurazioni” non hanno “mai fissato una data”.

“Noi – spiegano – abbiamo l’esigenza di confrontarci con lei su alcuni temi specifici a partire dall’uso dei tanti locali nella disponibilità del Comune, ad esempio scuole ed asili, purtroppo vuoti per mancanza di bambini, che non sono agibili alla cittadinanza ed alle loro forme organizzative per incontri ed attività di comunità. La contestualità di invecchiamento della popolazione e carenza di servizi adeguati di trasporto pubblico, la mancanza di servizi , sono per molti di noi carenze difficili da affrontare e superare”.

Per i cittadini pesa in modo particolare “la difficoltà a raggiungere e fruire di strutture deputate all’erogazione di prestazioni sanitarie, anche di bassa complessità”. Vorrebbero dunque verificare con l’assessora “la praticabilità di un servizio di comunità di facile accesso in zona, come Medicina ed assistenza infermieristica di Comunità”.

La lettera all’assessore Stefano Vita Finzi Zalman

All’assessore Stefano Vita Finzi Zalman chiedono un nuovo incontro, dopo quello dello scorso 17 aprile, nel quale poter discutere delle misure di compensazione legate alla costruzione della centrale di biometano.

“La somma – dicono riferendosi a quando dovrebbe essere stato versato dall’azienda che sta costruendo la centrale come compensazione -, stando alle nostre conoscenze, dell’ammontare di 400.000 €, doveva essere depositata all’inizio dei lavori stradali di costruzione della rotatoria necessaria per permettere l’accesso all’impianto da parte dei mezzi di trasporto di grosse dimensioni (TIR, autoarticolati, ecc.); essendo tali lavori iniziati già da tempo, diamo per scontato che tale somma sia già nelle disponibilità dell’Amministrazione”.

Quello che intendiamo rappresentarle – ribadiscono in conclusione – è che le misure di compensazione si traducano in un effettivo beneficio per la comunità interessata, e che si dia avvio ad una fase di discussione e coinvolgimento utile a produrre una proposta condivisa tra noi cittadini e l’Amministrazione”.

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