Politica
31 Luglio 2026
Intervento della consigliera comunale Anna Zonari: "Abbiamo visto intervenire l’assessora alla Sicurezza. Attendiamo di sapere che cosa abbia fatto l’assessora alle Politiche sociosanitarie e abitative"

Daspo per senza fissa dimora. La Comune: “Sono stati attivati anche i servizi sociali?”

di Redazione | 3 min

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di Anna Zonari*

Nei giorni scorsi alcuni residenti avevano segnalato la presenza notturna di alcune persone nel parchetto di via Renata di Francia, chiedendo un intervento per ripristinare condizioni di pulizia, sicurezza e piena fruibilità dell’area.
Bisogni sacrosanti.

Il Comune ha ora reso noto che la Polizia Locale ha identificato tre persone senza dimora che dormivano nel parco e ha disposto nei loro confronti un ordine di allontanamento della durata di quarantotto ore.
L’intervento degli agenti non è in discussione. Un parco pubblico deve essere sicuro, curato e accessibile ai residenti, alle famiglie e ai bambini.

Ma l’allontanamento per quarantotto ore non può essere considerato, da solo, la soluzione di una situazione che coinvolge persone in condizioni di grave marginalità.

Nel commentare l’operazione, l’assessora Cristina Coletti ha posto l’accento sulla necessità di contrastare le situazioni di degrado e di tutelare la vocazione sociale degli spazi pubblici. È proprio questa affermazione a rendere necessaria una domanda: oltre all’intervento della Polizia Locale, sono stati attivati anche i servizi sociali competenti?

Cristina Coletti non è infatti soltanto assessora alla Sicurezza. Ha anche le deleghe alle Politiche sociosanitarie e abitative. In una vicenda come questa le due responsabilità dovrebbero procedere insieme.
Ferrara dispone di un’Unità di strada specificamente dedicata alle persone senza dimora, coordinata da ASP Centro Servizi alla Persona. Gli operatori hanno il compito di raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono, stabilire un contatto, comprenderne i bisogni e accompagnarle, quando possibile, verso i servizi sociali, sanitari, abitativi e di accoglienza.

È stata avvisata l’Unità di strada? I suoi operatori hanno incontrato le tre persone prima, durante o dopo l’intervento della Polizia Locale?
È stato verificato se fossero già conosciute o seguite dai servizi? Qualora provenissero da altri territori, sono stati contattati i servizi sociali dei Comuni competenti?

Qualora gli operatori avessero rilevato anche problemi sanitari o legati alle dipendenze, avrebbe inoltre potuto essere coinvolta l’Unità di strada del Servizio per le dipendenze patologiche dell’AUSL. Non spetta alla politica formulare diagnosi, ma spetta all’amministrazione fare in modo che le persone possano essere incontrate e valutate dai professionisti competenti.

Che cosa accadrà allo scadere delle quarantotto ore? Le tre persone torneranno nello stesso parco, si sposteranno in un’altra zona della città oppure qualcuno avrà provato a costruire con loro una possibile alternativa?

La tutela dei residenti e quella delle persone fragili non sono obiettivi contrapposti. Nelle situazioni di grave marginalità gli interventi di sicurezza devono necessariamente procedere insieme a quelli sociali, sanitari e abitativi.

La vocazione sociale di uno spazio pubblico non si tutela soltanto allontanando chi vi dorme. Si tutela garantendo la sicurezza di chi lo frequenta, ma anche facendo funzionare i servizi che devono occuparsi delle persone più fragili.

Nel comunicato del Comune abbiamo visto intervenire l’assessora alla Sicurezza. Attendiamo di sapere che cosa abbia fatto, nella stessa vicenda, l’assessora alle Politiche sociosanitarie e abitative.

Consigliera comunale – Gruppo Consiliare La Comune di Ferrara

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