Economia e Lavoro
7 Ottobre 2026
L’aumento dei costi di produzione, le tensioni geopolitiche e gli effetti sempre più frequenti degli eventi climatici estremi continuano a mettere sotto pressione la redditività delle imprese agricole

Guidi (Confagricoltura): “Serve un Temporary Framework per tutelare reddito e competitività”

di Redazione | 3 min

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L’aumento dei costi di produzione, le tensioni geopolitiche e gli effetti sempre più frequenti degli eventi climatici estremi continuano a mettere sotto pressione la redditività delle imprese agricole. Una situazione che, secondo Confagricoltura Ferrara, richiede interventi immediati ma anche strumenti capaci di restituire stabilità al settore.

«Le aziende agricole stanno affrontando da anni una successione di emergenze che inevitabilmente si riflette sulla loro capacità di produrre reddito – sottolinea Claudia Guidi, presidente di Confagricoltura Ferrara –. Prima il Covid, poi la guerra in Ucraina, l’impennata dell’energia e dei fertilizzanti, siccità, alluvioni e grandinate. Oggi nuove tensioni internazionali incidono ancora una volta sui costi. Ogni intervento di sostegno è importante, ma non possiamo pensare che l’agricoltura possa vivere passando continuamente da un’emergenza all’altra».

Confagricoltura ha accolto positivamente l’iniziativa annunciata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei confronti della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sul tema dell’inflazione e dei parametri europei e ha rilanciato la richiesta di un Temporary Framework per l’agricoltura.

Si tratta, in sostanza, di un quadro temporaneo di regole europee che consente agli Stati membri di intervenire con maggiore flessibilità attraverso aiuti straordinari alle imprese in presenza di una situazione di crisi. Uno strumento che può permettere di ampliare il sostegno pubblico, superando temporaneamente alcuni dei vincoli ordinari previsti dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.

La Confederazione chiede in particolare che questo quadro tenga conto non soltanto dei danni direttamente subiti dalle aziende, ma anche dell’inflazione e dell’aumento dei costi energetici e produttivi, accompagnando gli interventi con misure fiscali, previdenziali e creditizie.

«Il punto centrale – prosegue Guidi – è quanto rimane all’impresa dopo aver prodotto. Un’azienda può anche aumentare la produzione, ma se contemporaneamente crescono energia, fertilizzanti, assicurazioni, mezzi tecnici e investimenti necessari per difendersi dagli eventi climatici, il margine continua a ridursi. È la redditività che dobbiamo rimettere al centro».

Per l’Emilia-Romagna sono stati recentemente previsti oltre 22,4 milioni di euro di sostegni attraverso risorse europee, nazionali e regionali per fronteggiare le conseguenze dei rincari, interventi che Confagricoltura Ferrara considera importanti e che auspica possano arrivare rapidamente alle imprese.

Ma, secondo Guidi, l’intervento straordinario deve accompagnarsi a una strategia più ampia. «L’agricoltura è un settore strategico e deve essere messa nelle condizioni di continuare a investire. Nell’immediato servono strumenti capaci di compensare almeno in parte l’aumento dei costi e la perdita di competitività. Parallelamente dobbiamo lavorare affinché una quota maggiore del valore generato lungo la filiera ritorni a chi produce. Gli aiuti possono sostenere le imprese durante una crisi, ma non possono sostituire un mercato che riconosca il giusto valore alle produzioni agricole».

Da qui la richiesta di Confagricoltura Ferrara: sostenere le aziende nella fase più difficile, ma contemporaneamente costruire condizioni economiche che consentano agli imprenditori di programmare il futuro senza dover attendere, ogni anno, il prossimo intervento emergenziale.

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