Economia e Lavoro
29 Luglio 2026
I sindacati: "L'azienda deve fare un passo indietro, ritirare i licenziamenti e avviare una vera cessione di ramo d'azienda che tuteli ogni singolo lavoratore"

Vertenza Coperion, proclamato lo stato di agitazione

di Redazione | 2 min

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“Inaccettabile e offensive”. Così i sindacati definiscono la richiesta avanzata dalla direzione aziendale di Coperion e annunciano, dopo l’assemblea sindacale del 29 luglio, lo stato di agitazione. Le maestranze, proprio durante l’assemblea, “hanno espresso profonda preoccupazione per la procedura di licenziamento collettivo per circa 80 dipendenti avviata dalla multinazionale Hillenbrand”.

Subito dopo la conclusione dell’assemblea, l’azienda ha “chiesto ai dipendenti un duplice lavoro straordinario in tempi estremamente ristretti”. Un sovraccarico che i sindacati definiscono “totalmente incompatibile con le normali tempistiche lavorative, motivato con l’urgenza di mettere in sicurezza le commesse ed evitare penali economiche con i clienti”.

“La contestazione più dura – aggiungono – riguarda l’esplicito obiettivo di questa richiesta: costringere i lavoratori italiani, ormai prossimi al licenziamento, a trasferire in tempi record il proprio sapere e il proprio know-how ai colleghi tedeschi, affinché la produzione possa essere delocalizzata all’estero dopo la chiusura dei siti italiani”.

Una richiesta che lavoratori e sindacati hanno respinto fermamente considerandola una “provocazione” e forti dello stato di agitazione e di un pacchetto di ore di sciopero votato proprio durante l’assemblea.

L’assemblea dei lavoratori ha espresso quella che ritiene la linea da seguire per risolvere la crisi: “La società deve procedere al ritiro immediato dei licenziamenti e dimostrare una reale e concreta intenzione di procedere con una cessione di ramo d’azienda, portando al tavolo negoziale chi della società ha potere decisionale. Questa operazione, come richiesto a gran voce da tutte le lavoratrici e i lavoratori, deve avere come unico obiettivo la salvaguardia totale di tutti i posti di lavoro e dell’intera forza occupazionale”.

“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile che calpesta la dignità dei lavoratori – dichiarano i rappresentanti territoriali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Uil -. L’azienda prima annuncia la chiusura e cancella il futuro di 80 famiglie, poi pretende ritmi lavorativi elevati per formare il personale della Germania. I lavoratori non si faranno sfruttare per accelerare la propria fine. Reagiremo attivando il pacchetto di sciopero. Auspichiamo che il tavolo regionale programmato per lunedì 3 agosto possa finalmente portare chiarimenti reali rispetto agli eventuali e possibili acquirenti interessati. Coperion deve fare un passo indietro, ritirare i licenziamenti e avviare una vera cessione di ramo d’azienda che tuteli ogni singolo lavoratore”.

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