Economia e Lavoro
30 Luglio 2026
Preoccupati i sindacati al Mimit ma ThyssenKrupp rassicura "che ci sarà continuità con gli impegni assunti negli accordi sottoscritti, che si continuerà a lavorare per aumentare la competitività dell’azienda"

Berco. “Due anni e ancora nessun piano industriale”

di Pietro Perelli | 3 min

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Sono passati due anni e ancora non c’è un piano industriale. È questa la grande preoccupazione dei sindacati al termine dell’incontro con ThyssenKrupp al Ministero delle imprese e del made in Italy, avvenuto nella mattinata del 29 luglio, per discutere di Berco.

All’incontro erano presenti anche i segretari provinciali di Fiom, Stefano Bondi, Uilm, Alberto Finessi, e Fim, Patrizio Marzola. Insieme a loro anche rappresentanti delle segreterie nazionali delle sigle sindacali.

Per Berco, collegato dalla Germania, Patrick Buchmann, presidente del segmento automotive tecnologie di ThyssenKrupp di cui l’azienda copparese fa parte.

“ThyssenKrupp ha garantito – dice Bondi ai nostri taccuini – che manterrà gli impegni presi”. Tra questi anche i dodici milioni di investimenti promessi mentre il governo ha garantito il suo impegno e ribadito la necessità di favorire la ricerca di soggetti industriali che possano affiancare Berco per sostenere il futuro di uno stabilimento fondamentale per il Ferrarese ma anche per il Paese.

I sindacati hanno ribadito a Buchman la necessità di avere un piano industriale completo per il rilancio dello stabilimento e che “quello presentato oramai più di 24 mesi fa non era un vero piano” ma “una sintesi alla quale non è mai seguita la presentazione di quello completo e definitivo”.

Chiedono quindi al rappresentante di ThyssenKrupp l’impegno a breve di presentare un vero piano di rilancio per Berco e anche la necessità di avere un nuovo gruppo dirigente definito nelle sue posizioni.

Dal canto suo, fanno sapere i sindacati, ThyssenKrupp risponde “che ci sarà continuità con gli impegni assunti negli accordi sottoscritti, che si continuerà a lavorare per aumentare la competitività dell’Azienda”. Ha anche confermato “contatti con gruppi industriali nell’ambito della difesa”.

Per quanto riguarda però il piano industriale non pare prevista a breve una sua versione definitiva e completa. L’azienda però si è impegnata “ad un nuovo confronto in autunno quando saranno rimpiazzate le figure che oggi mancano in Berco (Amministratore delegato e il direttore del personale, ndr)”.

I sindacati fanno sapere di essere “fortemente preoccupati per la situazione complicata in cui si trova lo stabilimento e i lavoratori di Berco”. Auspicano quindi “che in autunno ci sia un nuovo gruppo dirigente capace di dare risposte più complete e soddisfacimenti relative alla prospettiva e continuità industriale del sito produttivo di Copparo”.

“Senza il piano industriale – dice Bondi – non sappiamo cosa vogliono fare a Copparo e per noi è un grosso problema perché si continua a barcollare nel buio”.

La speranza è quella che ci possa essere un cambio di passo con l’arrivo dell’Hr (direttore personale) e del nuovo ad. “L’azienda – ci spiega Marzola – ha detto che a settembre sarà nominato il nuovo Hr e appena troveranno la figura giusta renderanno noto anche il nome dell’ad“.

Siamo – aggiunge Finessi – su un gigantesco barcone a cui ad ora mancano comandante e timoniere. Abbiamo bisogno di un comandante e un timoniere che sappiano manovrare questa barca che non ha il vento in poppa e il sole in fronte ma si trova in mezzo a una tempesta perfetta”.

Serve qualcuno – prosegue – che sappia come muoversi. Non è più la Berco di 15 anni fa, un gigante. Oggi è una Berco molto indebolita e dimagrita. Se arriva una spallata, o per rimanere in tema, un’onda alta, il rischio è che ci andiamo a inabissare e poi diventa molto difficile uscire dall’acqua”.

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