Economia e Lavoro
10 Luglio 2026
Da venerdì 11 luglio la carica sarà ricoperta ad interim da Patrick Buchmann presidente di Forged Tech, azienda legata alla galassia Thyssenkrupp

Berco. Bottone non sarà più l’ad

di Pietro Perelli | 2 min

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Da venerdì 11 luglio Giacomo Bottone non sarà più l’amministratore delegato di Berco. La notizia è arrivata in queste ore e il sostituto ad interim da Patrick Buchmann che attualmente ricopre la carica di presidente di Forged Tech, azienda legata alla galassia Thyssenkrupp.

Giacomo Bottone

A quanto si apprende la separazione, pur consensuale, dipenderebbe da divergenze di opinione rispetto alla futura direzione strategica che l’azienda di Copparo dovrebbe intraprendere.

In ogni modo Thyssenkrupp Forged Tech ha fatto sapere ai lavoratori che l’impegno nello sviluppo a lungo termine resta immutato mentre l’obiettivo principale sarebbe quello di rafforzare la competitività per garantirle un futuro sostenibile.

Una decisione, quella di separarsi dall’ad, che non pare tranquillizzare i sindacati anche in vista dell’incontro previsto al Ministero delle imprese e del made in Italy a fine mese. L’appuntamento era inizialmente concordato per il 7 luglio ma è stato spostato.

Negli ambienti interni a Berco si respira preoccupazione per una situazione che rischia di farsi sempre più incerta. A due settimane dall’ultimo incontro, dal quale ci si attendevano indicazioni sul piano industriale per i prossimi mesi e sulle prospettive future dell’azienda, le risposte attese non sono arrivate. Ora, con il cambio dell’interlocutore, il confronto rischia di dover ripartire da capo.

Buchmann, tra l’altro, avrà un incarico ad interim mentre il nome del successore di Bottone non pare sia ancora stato individuato. In ogni caso tra insediamento e studio della situazione è ipotizzabile che l’appuntamento al Mimit rimanga interlocutorio.

La fine dell'”era” Bottone arriva poi a pochi giorni da un’altra perdita importante nella dirigenza, quella di Alida Malatrasi, direttrice del personale che ha concluso la sua esperienza in Berco lo scorso 6 luglio.

Con il board di Berco e con la sua figura apicale i sindacati avevano avuto numerose divergenze di vedute, ma queste erano anche state le persone con cui si erano avute le interlocuzioni dopo le quasi 400 ore di sciopero, una mobilitazione come poche in Italia. Un impegno messo in campo dopo che nell’ottobre del 2024 era iniziata la vertenza con la dichiarazione da parte dell’azienda di 550 esuberi, 480 a Copparo e 70 nello stabilimento di Castel Franco Veneto. Il 10 aprile 2025 si era raggiunto un accordo per scongiurare 247 licenziamenti dopo che quasi altrettanti operai avevano scelto la via delle dimissioni volontarie.

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