Occhiobello
22 Luglio 2026

Allagamenti, allo studio nuove soluzioni per mitigare i disagi

(Foto di archivio)
di Redazione | 3 min

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Occhiobello. Amministratori, tecnici e Protezione civile a confronto per discutere di prevenzione e gestione in occasione di forti e copiosi rovesci, ormai sempre più frequenti.

La sindaca Bononi ha aperto la riunione ringraziando tecnici e volontari intervenuti e facendo il punto sulla situazione del 20 luglio: “Gli impianti di mitigazione esistenti, compreso il bacino di corso Berlinguer, in circostanze come quella di ieri, non sono sufficienti. Ci confrontiamo oggi per valutare ulteriori possibilità progettuali, coordinate fra enti, affinché, di fronte a eventi analoghi, le situazioni critiche possano essere ridotte. Riconosciamo e condividiamo il disagio subito dai cittadini e per questo portiamo avanti un dialogo tecnico e politico per migliorare le condizioni attuali che riguardino tutto il territorio”.

L’assessore ai Lavori pubblici Davide Valentini, ricordando la recente pulizia di 2150 caditoie tramite Acquevenete, ha proposto di riesaminare un precedente progetto di potenziamento di specifici impianti di sollevamento delle acque meteoriche: “Tra gli interventi prioritari prenderemo in considerazione l’aumento di capacità di pompaggio dell’impianto di via Pepoli che scarica nello scolo Santa Maria: l‘obiettivo è tenere il bacino di Persanti Mattarella più libero e ricettivo”.

Per le infrastrutture gestite da Acquevenete, è intervenuto l’ingegner Denis Finotelli, responsabile del settore Fognatura dell’ente: “Gli impianti di sollevamento e di sfioro gestiti da Acquevenete, comprese le opere elettromeccaniche a servizio della nuova vasca di laminazione di corso Berlinguer, hanno funzionato regolarmente, senza guasti o anomalie. I sistemi di allarme e telecontrollo installati sugli impianti più delicati non hanno segnalato criticità tali da richiedere l’intervento del personale”.

Tuttavia, aggiunge Finotelli, alcuni tecnici si sono recati tempestivamente sul posto per ulteriori verifiche, confermando il regolare funzionamento delle apparecchiature e l’assenza di intasamenti nella rete fognaria mista.

“L’evento meteorico – specifica Finotelli -, si è caratterizzato per picchi di intensità particolarmente elevati, pur avendo avuto una durata complessiva di circa 35 minuti. I ristagni più significativi si sono concentrati soprattutto nelle aree altimetricamente più depresse e, in molti casi, si sono ridotti entro 10-15 minuti dalla fase di maggiore intensità”.

Acquevenete garantirà il proprio supporto al Comune nell’analisi delle singole situazioni segnalate. La complessità del sistema di raccolta ed evacuazione delle acque meteoriche è costituito da numerose infrastrutture, molte delle quali non sono gestite da Acquevenete, tra cui caditoie, reti e impianti di sollevamento delle acque bianche, fossati privati e comunali e canali consortili.

L’ingegner Marco Volpin, direttore del Consorzio di bonifica Adige Po, ha sottolineato che a livello di strutture consortili non vi sono stati particolari problemi e che il Consorzio è disponibile a sopralluoghi di verifica sullo stato di pulizia dei canali privati che giocano un ruolo non marginale nello smaltimento delle acque piovane.

Alla riunione erano presenti anche l’assessore all’Ambiente Paolo Pezzini, per il Consorzio di bonifica Adige Po oltre al direttore Volpin era presente il geometra Endro Basaglia, per la Protezione civile il presidente Davide Diegoli. Gli enti si sono dati appuntamento entro il dieci di agosto per aggiornamenti e procedure da intraprendere.

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