Argenta. Torna in carcere Matteo Nocera, l’infermiere di 44 anni accusato dell’omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, l’83enne morto nel settembre 2024 mentre era ricoverato nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta.
L’arresto è stato eseguito nel pomeriggio di venerdì 17 luglio dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ferrara, con il supporto dei colleghi del Comando provinciale di Ravenna. Il 44enne, che dallo scorso febbraio si trovava agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico nella propria abitazione nel Ravennate, è stato accompagnato nella casa circondariale di Ravenna, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
A determinare il ripristino della custodia cautelare in carcere è stata la decisione della Corte di Cassazione, che giovedì 16 luglio ha respinto il ricorso presentato dalla difesa dell’infermiere. È diventata così immediatamente esecutiva l’ordinanza con cui il Tribunale del Riesame di Bologna aveva già disposto, nel maggio scorso, il ritorno in carcere dell’indagato.
Il passaggio ai domiciliari risale a febbraio, quando il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ferrara aveva concesso a Nocera la misura meno restrittiva dopo un primo periodo trascorso nel carcere di Ravenna.
Contro quella decisione la Procura aveva presentato appello, accolto alcuni mesi dopo dal Tribunale del Riesame. La difesa, rappresentata dagli avvocati Lorenzo e Giacomo Valgimigli, si era quindi rivolta alla Suprema Corte, che ha rigettato il ricorso.
La contestazione principale riguarda la morte di Antonio Rivola. Secondo l’ipotesi formulata dalla Procura, l’infermiere avrebbe somministrato all’anziano, senza finalità terapeutiche, dell’Esmeron, nome commerciale del rocuronio, un farmaco miorilassante utilizzato generalmente durante l’anestesia per facilitare l’intubazione.
Nocera è stato rinviato a giudizio anche per una serie di presunti maltrattamenti pluriaggravati ai danni di altri otto pazienti ricoverati ad Argenta tra settembre e ottobre 2024. Per l’accusa avrebbe somministrato abitualmente agli anziani benzodiazepine e altri medicinali sedativi, tra cui Midazolam e Haldol, senza una formale prescrizione da parte dei medici di turno. Tra i farmaci indicati dagli inquirenti figura anche del Naloxone che sarebbe risultato scaduto.
Al 44enne sono contestati anche l’esercizio abusivo della professione medica, il falso in atto pubblico, la truffa aggravata, l’esercizio abusivo della professione infermieristica e l’interruzione di pubblico servizio.
Secondo l’accusa avrebbe alterato le cartelle cliniche, lavorato con un titolo ottenuto indebitamente in Romania e, in un caso, inciso senza anestesia le parti intime di un paziente, provocandogli gravi lesioni.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com