L’applicazione dell’Imu alle abitazioni del Grattacielo dichiarate temporaneamente inagibili approda in Consiglio comunale. La consigliera del Partito Democratico Sara Conforti ha infatti presentato un’interrogazione rivolta al sindaco e all’assessore competente per chiedere chiarimenti sulla posizione dell’amministrazione e valutare possibili interventi a favore dei proprietari costretti a lasciare le proprie case.
Nel documento, Conforti ricorda che, dopo le ordinanze contingibili e urgenti con cui il Comune ha disposto lo sgombero delle Torri, “numerosi proprietari di unità immobiliari destinate ad abitazione principale hanno richiesto chiarimenti al Servizio Risorse Tributarie circa il trattamento tributario conseguente allo sgombero”.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, il Servizio Risorse Tributarie avrebbe comunicato che “non trova applicazione il regime di esclusione previsto per l’abitazione principale” e che trova invece applicazione “la riduzione del 50 per cento della base imponibile” prevista dalla normativa per gli immobili dichiarati inagibili.
La consigliera evidenzia però come, con una nota del 16 luglio, il Settore Servizi al Cittadino abbia chiarito che “permanendo il carattere transitorio dell’inagibilità, la continuità della residenza anagrafica presso le Torri viene conservata e che nessun diritto connesso alla residenza è venuto meno”.
Da qui nasce, secondo Conforti, un evidente problema interpretativo. Nell’interrogazione sottolinea infatti che “la perdita della disponibilità dell’immobile consegue esclusivamente a un provvedimento dell’Amministrazione comunale e non a una libera scelta dei proprietari” e che esiste “un’obiettiva esigenza di chiarire il coordinamento tra l’interpretazione resa dal Servizio Risorse Tributarie e quella formalmente assunta dal Settore Servizi Demografici, al fine di garantire uniformità dell’azione amministrativa e certezza del diritto”.
La consigliera richiama inoltre le difficoltà economiche affrontate dai residenti sgomberati, osservando che “i nuclei interessati stanno sostenendo rilevanti oneri economici derivanti dall’impossibilità di utilizzare la propria abitazione principale” e che “la particolare fattispecie presenta profili peculiari che meritano un chiarimento dell’Amministrazione anche sotto il profilo interpretativo”.
Attraverso l’interrogazione, Conforti chiede innanzitutto “se l’Amministrazione ritenga corretta l’applicazione dell’Imu alle abitazioni principali dichiarate temporaneamente inagibili e sgomberate per effetto di un proprio provvedimento” e “come venga coordinata la posizione del Servizio Risorse Tributarie con quella del Settore Servizi Demografici”.
Domanda inoltre di conoscere “quanti siano i proprietari” delle abitazioni principali del Grattacielo che abbiano versato l’Imu nel 2026 e “a quanto ammontino complessivamente le somme introitate dal Comune”.
Infine, la consigliera del Partito Democratico chiede se l’amministrazione intenda “adottare iniziative di autotutela, rimborso o compensazione” nei confronti dei proprietari che hanno già effettuato i versamenti, se siano stati richiesti pareri al Ministero dell’Economia, a Ifel o ad altri organismi competenti e se il Comune voglia «promuovere iniziative normative o regolamentari volte a evitare che i proprietari di abitazioni principali sgomberate per effetto di provvedimenti comunali siano assoggettati all’Imu».
L’interrogazione sarà discussa nel primo Consiglio comunale utile oppure, qualora non fosse possibile prima della pausa estiva dei lavori consiliari, la consigliera chiede che venga fornita una risposta scritta nei termini previsti dal regolamento.
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