Politica
15 Luglio 2026
Propongono una seduta congiunta delle commissioni consiliari per discutere il futuro e il modello di programmazione e governance delle manifestazioni cittadine

Summer Festival. Le opposizioni chiedono “un percorso condiviso per i grandi eventi”

di Redazione | 3 min

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Tutte le opposizioni in Consiglio comunale a Ferrara chiedono l’apertura di un confronto istituzionale sul futuro dei grandi eventi cittadini. I gruppi Partito Democratico, Civica Anselmo, La Comune di Ferrara e Movimento 5 Stelle hanno infatti presentato una richiesta di convocazione urgente di una commissione consiliare congiunta dedicata al tema, prendendo come caso di partenza il Ferrara Summer Festival 2026.

La richiesta, indirizzata al presidente del Consiglio comunale Federico Soffritti e ai presidenti delle commissioni competenti, è sottoscritta dai consiglieri Sara Conforti, Anna Chiappini, Davide Nanni, Massimo Buriani, Enrico Segala, Matteo Proto, Elia Cusinato, Fabio Anselmo, Leonardo Fiorentini, Arianna Poli, Anna Zonari e Marzia Marchi.

Nel documento si riconosce che “il Ferrara Summer Festival contribuisce all’attrattività turistica della città e genera ricadute economiche sul territorio”, ma si evidenzia come “negli ultimi due anni si è sviluppato un articolato dibattito pubblico sul rapporto tra grandi eventi, qualità della vita dei residenti, sviluppo economico, tutela della salute, mobilità e utilizzo degli spazi pubblici”.

Le opposizioni ripercorrono le vicende degli ultimi mesi, ricordando le segnalazioni avanzate dai residenti di piazza Ariostea già nel 2025, il contenzioso amministrativo nato durante l’edizione 2026 e le decisioni del Tar. Nel testo si sottolinea inoltre che “la stessa Amministrazione Comunale ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro finalizzato a valutare possibili localizzazioni alternative del Ferrara Summer Festival, confermando la natura strategica della questione”.

La richiesta richiama anche le diverse posizioni emerse nel dibattito pubblico, dai residenti alle associazioni di categoria, passando per le organizzazioni sindacali, osservando che “le diverse posizioni convergono sulla necessità di una riflessione strutturata sul modello di programmazione, localizzazione e governo dei grandi eventi”.

Secondo i gruppi firmatari, “il Consiglio Comunale, attraverso le proprie Commissioni Permanenti, rappresenta la sede istituzionalmente più idonea nella quale ricondurre il confronto entro un percorso pubblico, trasparente e partecipato”, perché “la complessità della vicenda richiede un metodo fondato sull’ascolto, sull’analisi dei dati, sulla valutazione degli impatti e sulla costruzione di indirizzi condivisi”.

Nel documento viene inoltre ribadito che “un confronto realmente equilibrato non possa limitarsi alla valutazione delle ricadute turistiche ed economiche, ma debba considerare con pari dignità la tutela della salute e del riposo, la fruibilità ordinaria della piazza, la conservazione del bene storico e monumentale, l’accessibilità, la mobilità e la qualità della vita del quartiere”.

Per le opposizioni, infatti, “il compito delle istituzioni non è scegliere tra eventi e residenti, né tra sviluppo economico e qualità della vita. Il loro compito è costruire le condizioni perché tali interessi possano convivere attraverso regole, programmazione, trasparenza e partecipazione”.

Nella richiesta si chiede quindi la convocazione di una commissione congiunta con la partecipazione degli assessori competenti e l’invito a una delegazione dei residenti di piazza Ariostea, oltre ai rappresentanti di Ascom Confcommercio, Fipe Confcommercio, Confesercenti, Assohotel, Cna, Confartigianato, Cgil, Cisl e Uil.

L’obiettivo dichiarato è quello di fare della seduta “il primo appuntamento di un percorso istituzionale condiviso finalizzato alla definizione di un modello stabile di programmazione, localizzazione e governance dei grandi eventi cittadini”, affrontando temi quali “l’analisi delle ricadute turistiche, economiche e occupazionali”, “la valutazione degli impatti urbanistici, ambientali, acustici, logistici e sociali”, “il confronto sulle possibili localizzazioni future”, “la costruzione di una programmazione pluriennale” e “l’individuazione di strumenti permanenti di consultazione e monitoraggio”.

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