La Manifattura dei Marinati di Comacchio, luogo simbolo della storia, del lavoro e dell’identità del Delta del Po, ha ospitato il primo appuntamento di un percorso promosso da Confcooperative Romagna-Estense, un’iniziativa che mette al centro l’intersettorialità come leva di sviluppo dell’economia sociale, favorendo l’incontro e la contaminazione di competenze, esperienze e progettualità tra le diverse federazioni cooperative. L’incontro ha visto la partecipazione di Otello Cenci, presidente regionale di Confcooperative Cultura Turismo Sport, Vadis Paesanti, vicepresidente regionale di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Emilia-Romagna e dei funzionari di settore Simone Righi e Riccardo Nascè.
Ad accogliere la delegazione è stato Alessandro Menegatti, presidente della cooperativa sociale Work and Belong, che dal 2006 gestisce la Manifattura dei Marinati. Una realtà che rappresenta un esempio concreto di economia sociale: qui la tradizione della lavorazione dell’anguilla e del pesce si intreccia con l’inclusione lavorativa, il recupero del patrimonio storico e la promozione del territorio, dimostrando come cultura, impresa sociale e identità locale possano generare valore condiviso.
“Conoscere esperienze come quella dei Marinati significa comprendere e osservare da vicino come la valorizzazione delle persone, dei bisogni delle comunità e delle competenze possa trasformarsi in una risposta attraverso la cooperazione – sottolinea Otello Cenci –. Le eccellenze dei nostri territori, dalla cultura all’enogastronomia, dall’arte alle tradizioni, rappresentano un patrimonio straordinario che, lavorando insieme, può diventare un motore di sviluppo turistico e di promozione dell’intera regione.”
Per Vadis Paesanti – Guida Turistica del Parco Delta Po dal 1990 e promotore dell’ incontro – questo percorso nasce dalla volontà di rafforzare il dialogo tra comparti che condividono gli stessi valori: “L’obiettivo è creare connessioni tra mondi che finora hanno dialogato troppo poco. Pesca e acquacoltura, cultura, turismo, cooperazione sociale e imprese culturali hanno molto da offrirsi reciprocamente. Le nostre cooperative custodiscono competenze, storie e luoghi che possono trasformarsi in nuove opportunità di sviluppo. Quando queste realtà si contaminano, nasce valore per le persone, per le comunità e per l’intera economia regionale.”
L’esperienza delle cooperative della pesca dimostra come questa visione sia già realtà: accanto all’attività produttiva stanno nascendo progetti di turismo esperienziale e divulgazione che consentono di conoscere da vicino l’ostricoltura, la vita nelle lagune e il patrimonio ambientale del Delta, creando nuove opportunità di sviluppo e di promozione.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con nuove tappe in Emilia-Romagna, coinvolgendo realtà cooperative di settori diversi e favorendo il confronto su esperienze, idee e progettualità. “L’incontro di Comacchio è solo il primo passo. La cooperazione cresce quando mette in relazione persone, competenze e territori; quando le differenze diventano opportunità e le esperienze si contaminano. È così che si crea valore per le imprese cooperative, per le comunità e, in definitiva, per il bene comune” concludono da Confcooperative Romagna-Estense.
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