Economia e Lavoro
10 Luglio 2026
Ora la presidente Claudia Guidi chiede "meno burocrazia e più fiducia nelle imprese agricole"

Soia, Confagricoltura Ferrara: “Bene il voto del Parlamento europeo”

di Redazione | 2 min

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Confagricoltura Ferrara accoglie con soddisfazione il voto del Parlamento europeo che ha respinto l’atto delegato della Commissione Ue volto a classificare la soia come materia prima ad alto rischio di cambiamento indiretto della destinazione d’uso dei terreni, il cosiddetto High ILUC.

“È una scelta di buon senso – dichiara Claudia Guidi, presidente di Confagricoltura Ferrara – che evita l’introduzione di un ulteriore vincolo a carico di una filiera sempre più importante. La sostenibilità non può essere costruita contro le imprese agricole, ma insieme a loro, attraverso regole proporzionate, fondate su evidenze scientifiche e realmente applicabili”.

La soia rappresenta una coltura fondamentale per l’agricoltura italiana ed europea. L’Italia è il principale produttore dell’Unione europea e anche il territorio ferrarese riveste un ruolo significativo. Si tratta di una produzione essenziale per la zootecnia, per le rotazioni agronomiche e per il rafforzamento dell’autonomia proteica dell’Europa. Confagricoltura aveva evidenziato fin dall’inizio le criticità dell’atto delegato, sottolineando il rischio di una duplicazione degli obblighi burocratici. La soia è infatti già interessata dalle disposizioni europee contro la deforestazione, che prevedono standard elevati di tracciabilità e sostenibilità.

“Se l’Europa vuole davvero garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e competitività – sottolinea Claudia Guidi -, deve smettere di considerare chi produce come parte del problema e iniziare a riconoscere che gli imprenditori agricoli sono parte essenziale della soluzione.” Per Confagricoltura Ferrara, il voto del Parlamento europeo rappresenta anche un segnale importante in vista della futura Politica agricola comune: servono meno burocrazia, più coerenza normativa e maggiore fiducia negli imprenditori agricoli. “Gli agricoltori non chiedono scorciatoie – conclude la presidente di Confagricoltura Ferrara – ma regole chiare e sostenibili. Difendere la filiera della soia significa difendere la capacità dell’Europa di produrre cibo, creare valore nei territori e ridurre la dipendenza dall’estero. È questa la direzione che le istituzioni europee devono continuare a seguire”.

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