Politica
6 Luglio 2026
Il consigliere comunale della Civica Anselmo commenta le parole dell'assessore Coletti: "Collaborare con la Regione invece di alimentare uno scontro politico permanente"

Alloggi Erp. Fiorentini: “L’unica vera inerzia è quella del Comune di Ferrara”

di Redazione | 3 min

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di Leonardo Fiorentini*

Leggo con sorpresa le dichiarazioni dell’assessora Cristina Coletti, che continua ad attribuire alla Regione ritardi e incertezze sulla disciplina dell’edilizia residenziale pubblica. La realtà è molto diversa: oggi l’unica vera inerzia è quella del Comune di Ferrara, che continua a rinviare un adeguamento reso necessario dalla giurisprudenza costituzionale.

La sentenza n. 1 del 2026 della Corte costituzionale ha affermato un principio chiarissimo: nell’accesso alle case popolari il bisogno abitativo deve prevalere sui criteri di radicamento territoriale. La Consulta ha escluso che esista una ragionevole correlazione tra gli anni di residenza e il bisogno di una casa, salvo il diverso tema dell’anzianità di permanenza in graduatoria.

Non siamo quindi di fronte a una questione politica o ideologica, ma a un preciso indirizzo costituzionale che tutte le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di rispettare nell’interpretazione e nell’applicazione delle norme. Le norme regionali non obbligano in alcun modo i Comuni ad applicare punteggi per la residenzialità storica. Ergo non vi è alcun motivo per continuare a perder tempo. L’interpretazione costituzionalmente orientata non è una facoltà: è un obbligo per ogni amministrazione pubblica, a meno che il Sindaco non abbia deciso di disattendere il giuramento fatto a inizio mandato.

Continuare a cercare espedienti per rinviare questo adeguamento, questo sì, alimenta l’incertezza. Ed è proprio l’atteggiamento del Comune ad aumentare il rischio di contenziosi. Lo avevamo chiesto prima con una interpellanza dei gruppi Civica Anselmo e la Comune di Ferrara e poi con una risoluzione che chiedeva semplicemente di adeguare il regolamento comunale ai principi affermati dalla Corte costituzionale, bocciata dalla maggioranza. Lo abbiamo ribadito quando il Comune è stato costretto a pagare decine di migliaia di euro di debiti fuori bilancio per difendere in giudizio previsioni del regolamento ERP poi risultate palesemente incompatibili con i principi costituzionali. L’esperienza dimostra quindi che i ricorsi non nascono dall’applicazione della Costituzione, ma dalla sua ostinata elusione.

È singolare che chi oggi parla di tutela dei cittadini continui a difendere un criterio di “residenzialità storica”. C’è un solo motivo, che è del tutto ideologico e propagandistico, ovvero quello di continuare a mettere le persone con bisogno abitativo le une contro le altre, continuando a insistere con lo slogan “la casa agli italiani”, mentre si continua a far nulla per rendere disponibili più case popolari. La casa popolare non è un premio alla permanenza sul territorio: è uno strumento di tutela di un diritto sociale fondamentale, che andrebbe garantito a tutte e tutti, e non sventolato a fini elettoralistici.

Se davvero l’obiettivo è assegnare rapidamente gli alloggi disponibili e dare risposte alle persone in difficoltà, il Comune ha già tutti gli strumenti per farlo, modificando il regolamento in applicazione dei principi costituzionali e collaborando con la Regione invece di alimentare uno scontro politico permanente.

L’assessora Coletti smetta di trasformare la Costituzione in un ostacolo burocratico. La vera responsabilità istituzionale consiste nell’applicarla, non nel cercare ogni volta un motivo per rinviarne gli effetti.

*Consigliere comunale Civica Anselmo

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