Attualità
4 Luglio 2026
A quattro mesi dalla richiesta formale, il Tavolo provinciale delle Politiche Abitative lasciato senza risposte. L'assessore Coletti: "Procedure di assegnazione bloccate per una fase di incertezza e mancata condivisione non sono tollerabili"

Graduatorie alloggi Erp, i Comuni ferraresi ancora in attesa di risposte definitive dalla Regione

di Redazione | 3 min

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“Nonostante la richiesta unitaria di chiarezza portata avanti da tutti i comuni della Provincia, non solo la Regione non ha mai risposto alla richiesta di confronto, ma ha calato dall’alto proposte che da un lato vorrebbero cancellare il principio della residenzialità storica e dall’altro l’eliminazione del requisito dell’attività lavorativa per i cittadini extra Ue che si trovano sul nostro territorio. Scelte che, se confermate, verrebbero pagate da tutti quei cittadini che da anni sono in attesa di un alloggio popolare. Incomprensibile e inaccettabile l’atteggiamento di una Regione che davanti alla richiesta di chiarezza e confronto giunta dalle Amministrazioni comunali ferraresi ha scelto il silenzio più totale”.

Così l’assessore alle Politiche Abitative del Comune di Ferrara, Cristina Coletti, al termine del Tavolo provinciale di concertazione delle Politiche Abitative, riunitosi nei giorni scorsi su proposta dell’assessore Coletti – presidente dell’organismo – per discutere anche della fase di incertezza sulle assegnazioni degli alloggi popolari che continua a persistere dopo la lettera mandata a febbraio alle Amministrazioni comunali dall’assessore regionale Giovanni Paglia.

Sono infatti trascorsi quattro mesi dalla richiesta formale inviata da Ferrara a viale Aldo Moro, nella quale si domandava alla Regione di esprimersi chiaramente sui criteri di assegnazione, dopo la lettera che invitava i Comuni a tenere conto della sentenza delle Corte Costituzionale, la quale si era pronunciata sulla legge della Regione Toscana in materia di Edilizia Residenziale Pubblica.

Una mancata risposta della Regione continua a lasciare le amministrazioni locali senza un quadro normativo ben definito. È invece giunta, da Bologna, una proposta – che dovrà essere discussa dall’Assemblea Legislativa – che mira a cancellare l’obbligo del requisito lavorativo e a sopprimere i criteri premiali legati alla residenzialità storica dai regolamenti comunali di assegnazione delle case popolari.

“I Comuni – dice ancora l’assessore Coletti – hanno dimostrato sin da subito grande senso di responsabilità condivisa, chiedendo alla Regione un quadro normativo chiaro e uniforme. Purtroppo sono trascorsi mesi senza alcuna risposta formale e ancora oggi siamo in una fase di transizione che genera inevitabili difficoltà operative nella gestione delle assegnazioni, a scapito dei cittadini più fragili. Nonostante questo, si è lavorato a nuovi provvedimenti senza coinvolgere i singoli territori. Gli amministratori degli enti locali hanno il quadro chiaro rispetto ai bisogni dei propri cittadini e hanno bisogno di norme certe. L’unità del territorio avrebbe meritato ben altra considerazione”.

Lo scorso 4 marzo il Tavolo provinciale ferrarese aveva trasmesso al presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, una richiesta formale affinché fossero chiarite con urgenza le determinazioni regionali conseguenti alla sentenza della Corte Costituzionale. Contestualmente, era stata avviata un’interlocuzione con l’assessore regionale alle Politiche Abitative, Giovanni Paglia, il quale aveva invitato i Comuni a non applicare i criteri premiali relativi all’anzianità di residenza tutt’ora previsti dalla Legge Regionale vigente. Una posizione che i Comuni avevano ritenuto non sufficiente sotto il profilo giuridico, evidenziando come una semplice nota di indirizzo politico non potesse sostituire un provvedimento legislativo.

Alla richiesta formale inviata dal Tavolo non è però mai giunto alcun riscontro. Il 19 giugno la Regione ha quindi trasmesso una comunicazione con la proposta di modifica della Dal, attualmente all’esame dell’Assemblea legislativa. Tra le modifiche figurerebbe l’eliminazione del requisito dell’attività lavorativa per i cittadini extra UE titolari di permesso di soggiorno almeno biennale e la soppressione della possibilità per i Comuni di attribuire punteggi premiali legati all’anzianità di residenza o di attività lavorativa.

Il tema è stato quindi nuovamente affrontato nel corso dell’ultima riunione del Tavolo provinciale delle Politiche Abitative, con i Comuni che hanno preso atto della proposta regionale, ribadendo tuttavia che, fino all’approvazione definitiva delle modifiche da parte dell’Assemblea legislativa, continuano a trovare applicazione e i regolamenti comunali adottati sulla base della normativa vigente.

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