Adottare “con urgenza” misure utili a migliorare le condizioni di vita dei detenuti. È la richiesta che avanzano il direttivo e l’osservatorio carcere della camera Penale “Avv. Franco Romani” di Ferrara per il carcere di via Arginone, dove la situazione risulta essere “sempre più critica e allarmante“. La preoccupazione arriva anche alla luce dei dati forniti dal convegno “Il Contrasto al sovraffollamento penitenziario e alla recidiva: dall’esecuzione penale alla reintegrazione sociale” in cui è stato illustrato come nella struttura ferrarese ci siano 163 detenuti in più rispetto alla capienza massima.
“Un dato preoccupante che si aggiunge alle già precarie condizioni di vita all’interno della struttura” dicono gli avvocati nella nota stampa inviata alle redazioni, ponendo l’attenzione “con sempre maggiore preoccupazione” su quello che viene definito “un copione che ormai si ripete identico anche in altre carceri italiane, visto che è stato accertato che in Emilia-Romagna sono circa mille i detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare delle carceri“.
“Nessuna delle misure messe in campo in questi ultimi anni – sottolineano – è evidentemente riuscita a fronteggiare l’emergenza umanitaria che coinvolge il nostro sistema penitenziario, caratterizzato da uno stato emergenziale generato non solo dal sovraffollamento, ma anche dalle alte temperature delle ultime settimane e dal numero dei suicidi che, dall’inizio dell’anno fino allo scorso 23 giugno, ha già raggiunto la drammatica soglia di 31 vite spezzate“.
Condizioni – aggiungono – che “abbiamo sempre denunciato, facendo emergere il disagio, e talvolta la disperazioni, che spesso umiliano la dignità di centinaia di persone detenute”.
“In questo contesto di assoluta urgenza, non può che intervenirsi con strumenti emergenziali, quelli che la nostra Costituzione consente di utilizzare per far fronte a momenti drammatici, come quello che stiamo vivendo. Ci uniamo, dunque, con convinzione alle dichiarazioni di queste ultime ore del Garante Regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri e alle denunce perpetuate dalla stampa locale, nella speranza che vengano adottate con urgenza misure atte a migliorare le condizioni di vita dei nostri detenuti, in ripensamento della logica meramente afflittiva della pena e in attuazione del fondamentale principio rieducativo dettato dalla Costituzione” chiude la Camera Penale Ferrarese.
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