La Uil Emilia-Romagna lancia un duro attacco contro gli aumenti della Tari previsti dai Piani economici finanziari (Pef) approvati dal consiglio d’ambito locale, denunciando il rischio di un ulteriore aggravio economico per famiglie e pensionati della provincia di Ferrara. Per il sindacato, “assistere passivamente a continui rincari Tari è inaccettabile in una fase in cui il potere d’acquisto è già pesantemente eroso dall’inflazione e dai costi energetici”.
Nel comunicato la Uil evidenzia come la situazione ferrarese sia particolarmente articolata, essendo il territorio suddiviso tra tre diversi gestori, con ricadute differenti a seconda dei Comuni serviti.
Per quanto riguarda Soelia, il sindacato osserva che ad Argenta le tariffe resteranno pressoché invariate, ma sottolinea che questo risultato non rappresenta un elemento positivo. Secondo la Uil, infatti, “questo non è un vanto per la politica locale: è il triste sintomo di una situazione economica societaria che non ha consentito di effettuare investimenti adeguati migliorandone il servizio”.
Diversa la situazione nei Comuni serviti da Clara, dove sono previsti aumenti definiti sensibili. Il sindacato attribuisce i rincari agli investimenti realizzati, in particolare nel territorio di Comacchio, ai maggiori costi del sistema di raccolta porta a porta, alla difficile situazione economica dell’azienda e alle tensioni tra i Comuni soci, dalle quali, sostiene, “non si intravede una prospettiva per l’azienda, per il servizio e per i propri dipendenti”.
Critiche anche nei confronti di Hera. Nei territori serviti dalla multiutility, tra cui Ferrara, la Uil ricorda che sono previsti incrementi tariffari, compreso il teleriscaldamento, nonostante la società continui a registrare utili. Da qui la domanda posta dal sindacato: “Non siamo di fronte a una sorta di tassa occulta mascherata da bolletta per i rifiuti?”.
La Uil respinge inoltre qualsiasi tentativo di attribuire le responsabilità esclusivamente ai gestori o agli organismi regolatori. “Nessun alibi e nessun scaricabarile”, afferma il sindacato, ricordando che i Comuni sono soci proprietari delle aziende di gestione e, attraverso Atersir, approvano i piani tariffari. Per questo motivo chiede che “si assumano la responsabilità politica delle proprie decisioni e chiedano conto di ciò che i propri rappresentanti hanno deciso nel consiglio d’ambito”.
Nel comunicato viene ricordato anche che, nelle scorse settimane, la Uil aveva scritto a tutti i sindaci della provincia chiedendo di evitare incrementi tariffari e di adottare ogni misura possibile per tutelare i cittadini. Una richiesta che, secondo il sindacato, non è stata accolta, con gli enti locali che avrebbero invece scelto di procedere lungo la strada degli aumenti.
La presa di posizione si conclude con un appello alla politica locale affinché cambi direzione. “Basta fare cassa sui cittadini”, ribadisce la Uil, assicurando che continuerà a mobilitarsi “per difendere il reddito di chi lavora e di chi è in pensione”.
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