Economia e Lavoro
27 Giugno 2026
La presidente di Confagricoltura Ferrara in occasione di Interpera: "Senza margini per le imprese, anche un'annata buona rischia di non bastare"

Frutticoltura ferrarese, Claudia Guidi: “Un patrimonio da difendere tra clima, redditività e innovazione”

di Redazione | 2 min

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“Il comparto frutticolo ferrarese sta attraversando una delle fasi più difficili della sua storia recente”, dichiara Claudia Guidi, presidente di Confagricoltura Ferrara in occasione di Interpera. “Negli ultimi anni le aziende hanno dovuto fare i conti con gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, con gelate tardive, grandinate ed eventi estremi, oltre alla crescente pressione di fitopatie come la maculatura bruna, ai danni provocati dalla cimice asiatica, all’aumento dei costi di produzione e a una redditività sempre più insufficiente. La pericoltura, che rappresenta una delle eccellenze storiche del nostro territorio, è tra i settori che più hanno risentito di queste criticità”.

“Dietro la riduzione delle superfici frutticole e gli espianti che hanno interessato il nostro territorio, dimezzando in dieci anni le superfici coltivate a frutteto, non ci sono soltanto alberi abbattuti, ma aziende che rinunciano a investire, famiglie che abbandonano produzioni storiche e un territorio che perde occupazione, competenze e valore aggiunto” – prosegue Guidi. “Non stiamo parlando soltanto di produzioni agricole: ogni ettaro di frutteto genera occupazione, indotto e ricchezza diffusa”.

La frutticoltura è infatti tra le colture che richiedono il maggior numero di giornate lavorative per ettaro, arrivando a generare mediamente tra le 80 e le 100 giornate di lavoro annue per addetto. Ferrara conta oggi circa 8.000 ettari di frutteto, che si traducono in oltre 600 mila giornate di lavoro ogni anno. La contrazione delle superfici ha quindi comportato la perdita potenziale di centinaia di migliaia di giornate lavorative, con ripercussioni che hanno coinvolto aziende agricole, cooperative, magazzini di lavorazione, trasporti, vivai, imprese agromeccaniche e attività di trasformazione. “In questo quadro si inseriscono anche le nuove sfide legate alle ondate di calore” – sottolinea la presidente provinciale di Confagricoltura. “La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori agricoli deve rappresentare una priorità assoluta e condivisa. Tuttavia, l’applicazione dell’ordinanza regionale contro il colpo di calore evidenzia la necessità di trovare un equilibrio tra la protezione delle persone e la sostenibilità organizzativa delle imprese. L’impossibilità di programmare con sufficiente anticipo le attività aziendali rischia infatti di compromettere le raccolte, incidere sulla qualità delle produzioni e mettere a rischio non soltanto il reddito degli agricoltori, ma anche quello delle migliaia di lavoratori che operano nel settore”.

Per questo Confagricoltura Emilia Romagna ha chiesto maggiore prevedibilità degli strumenti utilizzati per individuare le giornate a rischio, una semplificazione degli adempimenti e una maggiore flessibilità organizzativa che consenta di conciliare sicurezza e continuità produttiva. “La frutticoltura ferrarese non rappresenta soltanto un comparto produttivo, ma un patrimonio economico, sociale e identitario che va tutelato” – conclude Guidi. “Difendere la frutticoltura significa difendere il lavoro, l’economia e il futuro stesso del nostro territorio”.

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