Attualità
28 Giugno 2026
Il presidente di Cna Installazione Impianti spiega costi, consumi e soluzioni per affrontare l'afa di questi giorni senza spendere un patrimonio

Caldo e condizionatori sempre accesi. La chiave è il fotovoltaico

di Redazione | 3 min

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Combattere il caldo soffocante di queste settimane pesa sulla bolletta elettrica delle famiglie, ma le possibilità di ridurre i costi ci sono. Lo spiega il presidente di Cna Installazione Impianti Manuele Marani. Che aggiunge: “rispetto a 10 anni fa la situazione è migliorata molto, e un po’ di merito va anche a noi impiantisti. La chiave di tutto è il fotovoltaico”.

Quanto può costare, a una famiglia media, rinfrescare la casa accendendo il condizionatore ogni giorno nei mesi caldissimi caldi di giugno, luglio e agosto? “Le stime più accreditate – spiega Marani – ci dicono che una famiglia media di quattro persone, in un appartamento sugli 80 metri, può arrivare a spendere 200 euro al mese, e in alcuni casi anche qualcosa di più. Una bella botta per il bilancio familiare”.

Non c’è proprio modo di contenere le spese senza morire di caldo? “In realtà – prosegue Marani – alcune cose sono già state fatte e altre si possono fare per ridurre il peso economico del raffrescamento degli ambienti e utilizzare i condizionatori con maggiore tranquillità. E un po’ di merito, come vedremo, va riconosciuto anche a noi impiantisti”.

In primo luogo, la disponibilità di energia elettrica, che è molto superiore a qualche anno fa. “Si ricorda che dieci, quindici anni fa, all’inizio dell’estate, l’uso massiccio di condizionatori creava continui rischi di blackout energetici? Si è chiesto perché questi rischi non ci sono più, e possiamo accendere i nostri condizionatori con maggiore tranquillità? Il merito è dei nuovi impianti fotovoltaici che sono sorti nel nostro territorio, e non solo. Questi impianti di autoproduzione, che a Ferrara e nel territorio hanno avuto un notevolissimo successo, immettono l’elettricità in eccesso nella rete, ed è proprio grazie a quella energia aggiuntiva che ora possiamo condizionare i nostri ambienti con tranquillità. Mi permetta di sottolineare che il merito di questa crescita del fotovoltaico è in buona parte di noi impiantisti del territorio, che abbiamo abbracciato subito questa tecnologia, ci abbiamo creduto, e l’abbiamo proposta ai nostri clienti, che ne sono rimasti soddisfatti”.

Quindi i rischi blackout sono scongiurati? Non del tutto, ovviamente, perché nel frattempo sono aumentati molto i consumi elettrici in tutti campi. E poi ci sono sempre le ore notturne, in cui il fotovoltaico ovviamente non aiuta: ma un bel pezzo di strada è stato fatto”.

E per quanto riguarda i costi? C’è un modo per abbatterli, o almeno ridurli? “La prima considerazione da fare riguarda gli impianti. Un condizionatore moderno, di ultima generazione a inverter consuma circa la metà di un suo antenato di dieci -quindici anni fa. Quindi è sempre meglio investire nelle tecnologie più avanzate, magari utilizzando gli incentivi, che sono piuttosto interessanti.

“L’altra risorsa per abbattere i costi – prosegue Marani – è ancora una volta il fotovoltaico. Investire in un impianto di autoproduzione energetica porta a zero i costi in bolletta. Naturalmente, bisogna sostenere un investimento iniziale, che però può essere detratto al 50% in dieci anni grazie agli incentivi del Bonus Casa (36% per le seconde case). Un’altra opportunità da non trascurare sono le comunità energetiche, per le quali in questi anni è stato sviluppato un percorso di incentivi interessante, e che potrebbero aiutare chi intende investire nel fotovoltaico. In Cna abbiamo costituito un ottimo Ufficio Energia che può informare adeguatamente cittadini e imprenditori sulle opportunità legate all’autoproduzione di energia e agli incentivi pubblici che si possono utilizzare”.

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