Attualità
28 Giugno 2026
L'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell'Autorità di Bacino lancia l'allarme: il mare risale fino a 20 chilometri dalla foce

Siccità, il Po preoccupa: a Pontelagoscuro portata sotto i 300 metri cubi al secondo

di Redazione | 3 min

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È il Delta del Po a rappresentare oggi uno dei punti più critici dell’intero bacino padano. L’allarme arriva dall’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, riunito in seduta straordinaria a Milano, che fotografa una situazione in rapido peggioramento a causa del caldo eccezionale e della persistente assenza di precipitazioni significative.

A Pontelagoscuro, stazione di riferimento per il Delta, la portata del Grande Fiume è scena a 298 metri cubi al secondo, un valore che conferma il progressivo impoverimento delle risorse idriche lungo tutta l’asta del Po.

Ma il dato che più preoccupa riguarda l’intrusione del cuneo salino. Nei rami di Pila-Venezia e di Goro l’acqua del mare Adriatico è risalita rispettivamente tra i 16 e i 18 chilometri e tra i 18 e i 20 chilometri dalla foce. Una situazione che ha già portato alla sospensione dell’irrigazione agricola in alcune aree del Delta, con pesanti ripercussioni per le aziende agricole e per l’intero comparto produttivo.

L’Autorità di Bacino parla apertamente di una situazione “particolarmente critica” nel Ferrarese, dove il cuneo salino rappresenta una minaccia non solo per le coltivazioni ma anche per gli equilibri ambientali di uno degli ecosistemi più delicati d’Italia.

Le precipitazioni degli ultimi giorni, limitate a fenomeni temporaleschi localizzati, non sono riuscite a dare un contributo significativo alle riserve idriche. Le alte temperature, inoltre, hanno praticamente azzerato gli ultimi accumuli di neve sulle Alpi, privando il sistema del Po di una delle sue tradizionali riserve d’acqua.

In questo scenario, l’ultima vera garanzia per la disponibilità idrica del distretto resta la tenuta dei Grandi Laghi alpini, che continuano a fornire un contributo fondamentale al mantenimento delle portate del fiume, seppure anch’essi in sofferenza. Il Lago Maggiore è sceso al 58,4% della capacità di riempimento, il Lago di Como al 58,2%, il Garda al 74,3% e il lago d’ideo al 27,3%.

Particolarmente critica anche la situazione dei corsi d’acqua minori in Emilia-Romagna, con diversi torrenti appenninici che presentano condizioni di forte riduzione dei deflussi e, in alcuni casi, di sostanziale prosciugamento.

Le previsioni meteorologiche non lasciano intravedere miglioramenti nel breve periodo: sono attese ancora giornate stabili e temperature superiori alla media stagionale, fattori che potrebbero provocare un ulteriore calo delle portate del Po.

Per questo l’Osservatorio ha dichiarato per l’intero distretto una severità idrica “media in assenza di precipitazioni”, aprendo alla possibilità di deroghe al deflusso minimo vitale, che saranno però valutate caso per caso.

L’emergenza resta dunque aperta e sotto stretta osservazione, soprattutto per le aree del Delta e per gli approvvigionamenti potabili che dipendono direttamente dal Po. L’Autorità di Bacino tornerà a riunirsi già il 3 luglio, in attesa di capire se il grande fiume riuscirà a resistere a un’estate che si annuncia tra le più difficili degli ultimi anni.

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