L’ondata di calore che sta interessando l’Emilia-Romagna da metà giugno è destinata a proseguire anche nei prossimi giorni, con un possibile peggioramento tra sabato 27 e martedì 30 giugno, potrebbe diventare la più intensa e duratura mai registrata in regione. Lo rende noto Arpae, che monitora costantemente l’evoluzione delle condizioni meteorologiche e climatiche sul territorio regionale.
Le conseguenze del caldo estremo si fanno già sentire su diversi fronti. Oltre al crescente disagio bioclimatico nelle città, si registrano criticità per il settore agricolo, possibili ripercussioni sulle infrastrutture e una crescente pressione sulle risorse idriche.

(archivio)
Particolarmente preoccupante la situazione del fiume Po. A Pontelagoscuro, nel Ferrarese, la portata media registrata a giugno risulta inferiore del 67% rispetto alla media storica del periodo. Il 23 giugno il fiume ha fatto segnare una portata di circa 300 metri cubi al secondo, una condizione che sta favorendo il fenomeno dell’intrusione salina nel Delta del Po. Le previsioni indicano inoltre un’ulteriore diminuzione dei deflussi nei prossimi giorni.
Tornando al caldo torrido, fino a venerdì le temperature massime nelle aree di pianura si manterranno tra i 37 e i 38 gradi, mentre nel fine settimana potrebbero raggiungere i 39 gradi. Anche le temperature minime restano particolarmente elevate, con valori compresi tra 21 e 22 gradi nelle campagne e superiori ai 25 gradi nei centri urbani, dove il caldo continua a farsi sentire anche nelle ore notturne.
Si tratta di valori molto elevati per il periodo che, a causa dei cambiamenti climatici, da eccezione si stanno trasformando in regola. A fine giugno, infatti, le temperature massime medie dovrebbero aggirarsi attorno ai 29-30 gradi e le minime tra i 17 e i 18 gradi. Secondo Arpae, dal 19 giugno la temperatura media regionale ha già superato i precedenti record storici giornalieri e, se le previsioni saranno confermate, l’attuale episodio potrebbe diventare l’ondata di calore più intensa e duratura mai registrata in Emilia-Romagna.
Le simulazioni indicano infatti la possibilità di mantenere temperature medie regionali superiori ai massimi storici per tredici giorni consecutivi, superando il precedente record di nove giorni registrato nell’agosto del 2003.
Arpae continuerà a monitorare l’evoluzione dell’evento attraverso il sistema regionale di allertamento e il servizio dedicato al rischio calore, che aggiorna quotidianamente le previsioni relative al disagio bioclimatico e agli effetti delle alte temperature sulla popolazione.
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