Mesola. Trovato con la ‘droga del cannibale’, potente sostanza stupefacente capace di generare una grave dipendenza oltre che alterazioni psichiche estreme. È quanto accaduto nella mattinata di giovedì 19 giugno quando, all’interno di un’abitazione del Basso Ferrarese, i carabinieri di Mesola sono intervenuti in seguito alla chiamata al Numero Unico di Emergenza 112.
Un genitore, logorato dalla grave dipendenza del figlio 27enne, mai risolta nonostante i ripetuti tentativi di supporto, aveva infatti richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Al momento dell’arrivo dei carabinieri, il giovane si era chiuso a chiave al piano inferiore dell’abitazione di famiglia in compagnia di un conoscente.
Una volta convinto ad aprire la porta, i carabinieri lo hanno perquisito mentre tentava di nascondere un piccolo borsello sotto al braccio. Lo strano comportamento ha presto svelato che all’interno di esso era nascosta della sostanza, mentre dell’altra è stata poi rinvenuta all’interno della sua stanza.
Complessivamente sono stati quindi sequestrati quasi 20 grammi di catinoni sintetici (MDPV), in parte già suddivisi in buste di cellophane e alcune dosi di marijuana.
Da una prima ricostruzione dell’Arma di Mesola, la droga arrivava direttamente a casa tramite canali di spedizione internazionali, ordinata dal giovane e recapitata tramite normali pacchi postali da mittenti ignoti residenti all’estero.
La sostanza, nota sul mercato illegale come droga del cannibale, appartiene alla famiglia dei catinoni sintetici, potenti sostanze create in laboratorio che mimano gli effetti del catinone naturale (sostanza organica di origine vegetale) dagli effetti fortemente stimolanti. Spesso commercializzate nel mercato nero online come “sali da bagno” per aggirare i controlli doganali, queste droghe agiscono pesantemente sul sistema nervoso centrale.
Alla luce del quantitativo, della tipologia di sostanza e delle modalità di detenzione, il 27enne è stato dichiarato in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Al termine delle formalità di rito, come disposto dalla Procura di Ferrara, l’uomo è stato rimesso in libertà in attesa del proseguimento dell’iter processuale.
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