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Sta facendo discutere il programma del Festival delle “Città identitarie” che si terrà a Ferrara il 2, 4 e 5 luglio. In particolare, quei personaggi che avrebbero dato “identità culturale alla città”. “Figure della storia scomode e allo stesso tempo con una vita straordinaria”, come si legge nella scheda dell’evento, che sarebbero Lucrezia Borgia e Italo Balbo.
Del fondatore del fascismo ferrarese nel 1920, celebre per l’organizzazione di violente spedizioni squadriste contro le mobilitazioni del movimento operaio e democratico, se ne parlerà in piazza Municipio giovedì 2 luglio con il direttore del festival Edoardo Sylos Labin, dopo i saluti istituzionali del vicesindaco Alessandro Balboni. Un’occasione per celebrare i 130 anni dalla nascita di Balbo, “uno dei più grandi aviatori della storia mondiale e ferrarese doc che divenne simbolo dell’aviazione italiana grazie alle epiche trasvolate atlantiche, imprese che fecero sognare il mondo intero”, come riporta la descrizione dell’incontro.
A commentare criticamente tale scelta nel programma del Festival sono Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara e Coalizione Civica.
“Il Fascismo è stato dittatura, violenza, squadrismo, feroce colonialismo, razzismo. E Italo Balbo ne è stato uno dei principali protagonisti. Il nostro Paese, come molti storici hanno sottolineato, non ha mai fatto i conti fino in fondo con ciò che la dittatura fascista ha rappresentato in Italia e nel mondo – scrivono Avs e Possibile Ferrara -. Ne è emblema il perdurare della fiamma fascista nel simbolo del partito Fratelli d’Italia e il costante tentativo di rivalutare figure di gerarchi del Ventennio”.
“A Ferrara la maggioranza di Centro Destra è con ogni evidenza ostaggio di FdI. Così alla nostra città, medaglia d’argento per la lotta al nazifascismo, è stato ora imposto di ospitare il Festival delle “Città identitarie”, progetto di difesa e rilancio “dell’italianità”, dedicato in questa edizione a Italo Balbo, a fianco del quale hanno sistemato Lucrezia Borgia, Michelangelo Antonioni, Ludovico Ariosto, Florestano Vancini – aggiungono -. E così la rivalutazione del gerarca Italo Balbo è avviata e la sua figura sdoganata. Tre serate di Festival alla modica cifra di 60mila euro, 30mila dei quali del Governo Meloni e gli altri 30mila del Comune di Ferrara, sottratti al capitolo di Bilancio “borse di studio e tirocini per studenti universitari”. Questa Destra è capace solo di nostalgici revival del peggior periodo storico vissuto dal nostro Paese, comunque li condisca”.
“C’è di che vergognarsi e indignarsi”, concludono Avs e Possibile. Sulla stessa linea anche Coalizione Civica, che vede al suo interno i consiglieri comunali Arianna Poli e Leonardo Fiorentini, oltre a Tommaso Lanzoni come co-portavoce. Non si dicono “sorpresi” della scelta di dedicare questo spazio a una figura come Italo Balbo, sebbene non manchi l’indignazione da parte loro.
“Non siamo davanti a una semplice omissione storiografica – scrivono da Coalizione Civica -, ma a una vera e propria operazione culturale di alterazione politica della memoria. Italo Balbo non fu un fascista per caso, né un aviatore “discusso” per una generica adesione al regime. Fu uno degli ideatori dello squadrismo, uno degli uomini che costruirono la dittatura attraverso la violenza organizzata, l’intimidazione, le spedizioni punitive, l’aggressione alle organizzazioni operaie, socialiste, democratiche e popolari. Le stesse celebrazioni all’estero di Balbo – in particolare a Chicago – sono state oggetto di contestazioni sin dalla fine dell’ultima guerra, come dimostrano gli studi storici dedicati alla questione”.
“Che questa rimozione avvenga proprio a Ferrara rende tutto ancora più grave – sottolineano -. Questa città vide tra le prime e più feroci violenze delle squadracce fasciste guidate da Balbo. Qui lo squadrismo non fu un dettaglio di contesto, ma una ferita storica profonda: assalti, pestaggi, distruzione delle sedi del movimento dei lavoratori, paura usata come metodo politico. Raccontare Balbo tacendo questo significa falsificare la storia della città”.
E concludono: “Avevamo contestato in Consiglio comunale l’impegno di 60.000 euro (di cui 30.000 dal Ministero di Giuli) per questo evento ma non immaginavamo potesse arrivare a diventare il palcoscenico di una riabilitazione culturale di Italo Balbo. Ferrara non si deve presta alla rimozione della violenza fascista. Figure come Italo Balbo devono essere studiate dagli storici, non celebrate dai nostalgici”.
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