Attualità
12 Giugno 2026
Caritas e Terzo Settore fanno il punto sull’emergenza dopo lo sgombero delle torri. Oltre 6mila pasti distribuiti e decine di volontari coinvolti, ma circa 40 persone restano senza una soluzione abitativa

Grattacielo, 4 mesi di solidarietà per gli sfollati: ora l’appello per trovare nuove case

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Ferrara rende omaggio ai suoi Padri Costituenti

Venerdì 12 giugno si è svolta la cerimonia di intitolazione del percorso ciclopedonale tra Rampari di San Paolo e Via Darsena ai Padri Costituenti ferraresi, Ilio Bosi, Vincenzo Cavallari e Luigi Preti

Funerali di Soffritti. Il giorno del cordoglio al Duca Rosso

“Ogni pietra è legata in qualche modo alla sua azione”. Si è tenuto stamattina (giovedì 11 giugno) il funerale di Roberto Soffritti, sindaco di Ferrara per sedici anni consecutivi - dal 1983 al 1999 -, scomparso all’età di 84 anni

Giurisprudenza di Ferrara è al top in Italia

Il Dipartimento di Giurisprudenza di Ferrara è primo in Italia, tra i Dipartimenti giuridici, per la qualità di ricerca. Ad attestarlo è l'Anvur, l'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca

A oltre quattro mesi dallo sgombero delle Torri del Grattacielo di Ferrara, che ha costretto a lasciare le proprie abitazioni circa 400-500 persone, il mondo del volontariato e del Terzo Settore traccia un bilancio dell’emergenza e lancia un nuovo appello alla città. Se da un lato la mobilitazione solidale ha garantito accoglienza e sostegno a centinaia di persone, dall’altro resta aperta la questione abitativa per decine di sfollati che, nonostante un lavoro e un reddito, non riescono ancora a trovare una casa.

Fin dai primi giorni dell’emergenza, spiegano Forum Terzo Settore Ferrara e Csv Ferrara, si è attivata una vasta rete composta da 20 associazioni, gruppi ed enti del Terzo Settore, insieme a 160 volontari e cittadini. Una macchina della solidarietà che ha assicurato accoglienza, ascolto e supporto concreto alle persone coinvolte, arrivando a preparare e distribuire “6.000 pasti preparati e trasportati nelle strutture di accoglienza”.

Dopo una prima fase organizzata dal Comune in una palestra cittadina e successivamente nei locali del doposcuola di Mura di Porta Po, dal 13 febbraio è stata Caritas Ferrara-Comacchio a farsi carico dell’ospitalità delle persone che non avevano trovato altre sistemazioni, accogliendole nella struttura di San Bartolo.

L’edificio, di proprietà dell’Azienda Usl, era in attesa di una diversa destinazione e dovrà essere liberato all’inizio di luglio. In questi mesi ha ospitato complessivamente decine di persone, con una presenza quotidiana media compresa tra 45 e 50 ospiti. Particolare attenzione è stata riservata ai soggetti più vulnerabili, come famiglie con minori, anziani e persone con disabilità, affidati ai servizi dedicati all’accoglienza temporanea ed emergenziale.

L’attività di supporto non si è limitata all’ospitalità. Ogni sera, presso la sede Caritas di via Brasavola, sono state preparate le cene poi trasportate a San Bartolo. Parallelamente sono stati organizzati interventi di pulizia degli spazi comuni, accompagnamenti, assistenza nelle pratiche burocratiche, ascolto e sostegno personale. Grazie alla collaborazione con l’Università di Ferrara e professionisti del settore, sono stati inoltre avviati percorsi di orientamento legale e attività di ricerca di nuove soluzioni abitative.

Determinante è stato il coordinamento tra Csv, Agesci e Caritas per la gestione dei volontari. All’accoglienza hanno contribuito numerose realtà del territorio, tra cui Agesci, Cngei Ferrara, Arci Ferrara-Officina Meca, Associazione Papa Giovanni XXIII, diverse Caritas parrocchiali, Cooperative sociali, associazioni di volontariato e numerosi cittadini che hanno messo a disposizione tempo, competenze e risorse.

Nonostante l’impegno profuso, l’emergenza è tutt’altro che conclusa. “A poche settimane dalla chiusura della struttura di San Bartolo, circa 40 persone che lavorano e dispongono di un reddito continuano a non trovare un’abitazione in affitto sul mercato privato”. Molti di loro hanno presentato domanda per l’emergenza abitativa senza aver ancora ricevuto risposte.

Per questo motivo Caritas e le associazioni coinvolte rilanciano “con forza l’appello alla cittadinanza, ai proprietari di immobili e a tutti coloro che possano offrire una disponibilità abitativa temporanea o stabile”. L’Unità di Strada della Caritas e le organizzazioni impegnate nell’emergenza assicurano il proprio accompagnamento nei percorsi di inserimento abitativo, offrendo supporto sia agli ospiti sia ai proprietari degli immobili.

“La straordinaria mobilitazione di questi mesi ha dimostrato la capacità della comunità ferrarese di non lasciare indietro nessuno”, sottolineano i promotori dell’iniziativa. Ora, aggiungono, “è necessario un ultimo sforzo collettivo per trasformare un’accoglienza emergenziale in una reale opportunità di autonomia e inclusione”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com