di Emanuele Gessi
A livello locale, le buone intenzioni delle istituzioni (Prefettura, Regione e Comune) sembrano esserci tutte. Ma qualcosa si blocca, immancabilmente, quando si tratta di ottenere risposte certe e fondi, da chi ha effettiva autorità per intervenire, e cioè la Direzione regionale e il Ministero degli interni.
Allo sciopero del Comando dei Vigili del Fuoco di Ferrara, indetto da Fp Cgil, Conapo e UilFp, l’adesione è pressoché totale. I pompieri si sono riuniti davanti alla caserma di via Verga, il 9 giugno, per far scattare un nuovo livello dello stato di agitazione che ormai perdura da mesi. Le criticità sono molteplici e il messaggio che i sindacati ci tengono a trasmettere è uno: “Garantiamo la sicurezza a chi garantisce la nostra”.
Non è una questione di lana caprina, rimarcano dal picchetto, ma di carenze sostanziali.
“Siamo alla frutta”, scuote la testa Mirko Bertelli di UilFp. “Abbiamo necessità di due Aps (auto pompa serbatoio, ndr) nuove, ovvero dei camion dedicati al primo soccorso”. Inoltre ci sono problematiche che incidono con più gravità sul personale femminile. “L’impianto idrico della sede centrale non è funzionante”. Tradotto: eroga solo acqua fredda e avendo ricevuto un solo container, come soluzione tampone, “il personale femminile non può lavarsi”. Con tutti i rischi del caso, considerando che ciò comporta “portarsi a casa i fumi e i residui dei gas che si attaccano alle divise”.
“Ci sono carenze sistematiche – dichiara Massimo Bevilacqua, coordinatore provinciale Conapo – per le quali il Comando sta chiedendo fondi da anni”. Da qui la decisione dello sciopero, come strumento per cercare di far arrivare la richiesta di aiuto più in là, rispetto a dove si è fermata finora. Non tanto una contrapposizione con il Comando provinciale, a sentire Conapo, ma anzi “un tentativo di supporto per dare più forza alle istanze”.
Irene Fantini, segretaria Fp Cgil, denuncia “un’urgente carenza di mezzi”, un aspetto igienico-sanitario critico e “un quadro infrastrutturale precario da anni, senza fondi previsti per sistemare la centrale termica”. Condizioni che portano a dire basta. “La sicurezza degli operatori e l’efficienza del soccorso devono tornare a essere da subito una priorità reale”.
Presente anche la politica. Per la Regione c’era il consigliere Paolo Calvano (Pd) e per il Comune di Ferrara l’assessora Cristina Coletti (Lega). “Dalla Regione – sottolinea Calvano – abbiamo voluto fare un appello anche alla Direzione regionale affinché arrivino le risorse per un intervento strutturale. Ci rendiamo conto che il Comando provinciale da solo non ce la può fare. C’è bisogno di supporto della Direzione regionale e di risorse aggiuntive straordinarie da parte del Ministero”.
“Continueremo a fare del nostro meglio per perorare la causa delle vostre necessità concrete”, assicura Coletti, a cui è andato il ringraziamento della Uil per “l’aiuto e la disponibilità dimostrati”.
Tra chi voleva far sentire la propria vicinanza alla causa c’è anche il gruppo de La Comune: “Abbiamo presentato una mozione – afferma Andrea Firrincieli – in consiglio comunale che speriamo possa essere tratta al più presto. Siamo fiduciosi che una volta tanto questa mozione possa trovare unire il consesso”.
È dei giorni scorsi la notizia della promozione ottenuta dall’attuale comandante provinciale Antonio Del Gallo, che il 25 giugno lascerà Ferrara per andare a Trieste, mentre il suo posto, qui, verrà preso da Elvio Porcedda, proveniente dalla direzione regionale Lombardia. Al picchetto, uno striscione, pregno di sarcasmo, a firma Uil è dedicato a questo avvicendamento: “Promosso il nostro comandante – si legge – c’è speranza per tutti. Un sincero in bocca al lupo al Comando di Trieste”.
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