Politica
9 Giugno 2026
Il cordoglio del centrosinistra per la scomparsa dell'ex sindaco. Il Pd: “Ferrara saluta uno dei suoi uomini migliori”

Soffritti. Franceschini: “ E’ come se fosse caduta una torre del Castello”

di Redazione | 4 min

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Scomparso Roberto Soffritti, sindaco per 16 anni di Ferrara

Si è spento a 84 anni Roberto Soffritti, sindaco di Ferrara per sedici anni consecutivi. Il “Duca rosso”, come veniva definito negli ambienti politici/, è stato – volenti o meno – padre e padrone della città per almeno due decenni

“Ferrara da oggi è un’orfana. E’ come se fosse caduta una torre del Castello”. Tra i primi commenti di cordoglio che arrivano dal centrosinistra per la scomparsa di Roberto Soffritti c’è quello dell’ex ministro Dario Franceschini.

“Stavamo organizzando per lui una serata scherzosamente intitolata ‘Siamo tutti figli di Soffritti’ – fa sapere l’ex Dc, ai tempi in giunta con sindaco proprio Soffritti -. A lui piaceva l’idea e chiedeva sorridendo «Quand’è che fate sta’ cosa?». Sembrava un gioco ma era una verità, perché tutti a Ferrara, compagni di partito, amici, avversari politici, siamo cresciuti con lui e abbiamo imparato da lui”.

Franceschini ricorda di essere stato capogruppo della Dc, “alla sua opposizione in consiglio comunale, poi insieme abbiamo dato vita alla prima giunta Bianco-Rossa e sono stato suo assessore, poi siamo stati candidati contrapposti a sindaco. Ma mai si è indebolita l’amicizia vera e la stima”.

“Soffritti – aggiunge – è stato senza dubbio il più grande Sindaco che Ferrara ha avuto nella sua storia, ha recuperato il ruolo che le spetta, facendo tornare alla città la sua ambizione da capitale. E la storia non si dimenticherà di lui”.

In quella giunta c’era anche l’ex parlamentare Alessandro Bratti, secondo il quale “oggi se ne è andato un pezzo della storia di Ferrara. Ognuno può avere il giudizio che crede. Io lo ringrazierò sempre! Nel bene e nel male per me è stato e rimarrà un punto di rifermento. La sua storia politica doveva avere un epilogo diverso. Siamo in tanti ‘figli di Soffritti’”.

“La scomparsa di Roberto Soffritti lascia un grande vuoto nella comunità democratica ferrarese e nella città tutta – affermano in una nota congiunta Nicola Minarelli, segretario provinciale del Pd, Giada Zerbini, segretaria comunale, e il Gruppo consiliare del Comune di Ferrara -. Per molti di noi Roberto non è stato soltanto un sindaco autorevole e un amministratore capace. È stato un punto di riferimento politico e umano, una figura che ha dedicato una parte importante della propria vita al servizio di Ferrara, contribuendo a costruirne il presente e a immaginarne il futuro”.

“Il suo lungo impegno alla guida della città ha coinciso con una stagione di profonda trasformazione e crescita – continua la nota -. La Ferrara che oggi conosciamo porta ancora i segni della sua visione: una città che ha investito innanzitutto sulla cultura, che ha valorizzato il proprio patrimonio storico e ambientale, che ha guardato all’innovazione senza mai rinunciare alla propria identità”.

Secondo i dem Soffritti “apparteneva a quella generazione di amministratori che considerava la politica prima di tutto un servizio alla comunità. Una politica fatta di passione, competenza, senso delle istituzioni e responsabilità verso le generazioni future. Per questo il suo lascito va oltre le opere realizzate e gli incarichi ricoperti”.

Minarelli e i suoi hanno negli occhi “l’esempio di un modo di intendere l’impegno pubblico fondato sul dialogo, sulla serietà e sulla convinzione che le città possano migliorare attraverso il lavoro quotidiano e la partecipazione delle persone. Nella sua esperienza politica molti riconoscono anche le radici di quella cultura riformista, progressista e di governo che avrebbe poi trovato nel Partito Democratico il proprio punto di approdo. Una cultura politica che Roberto ha contribuito a costruire sempre al servizio di tutti, sia dei partiti di maggioranza che di quelli di opposizione, e a rappresentare con equilibrio, intelligenza e profondo amore per la sua città”.

“Con gratitudine e riconoscenza – chiudono -, Ferrara saluta uno dei suoi sindaci più importanti. E la comunità democratica saluta uno dei suoi uomini migliori”.

Per Paolo Calvano, capogruppo del Pd in Regione, Ferrara perde “un Sindaco che ha cambiato il volto della città, dando a Ferrara una visione di sviluppo e una vocazione culturale. Lo ha fatto anche grazie alla sua capacità di dialogare e costruire rapporti positivi anche con chi non la pensava come lui, soprattutto quando l’obiettivo era il bene della città. Porterò con me il ricordo di tanti bei dialoghi sulla politica locale e nazionale, in cui non mancava mai una battuta, e dai quali imparavo sempre qualcosa”.

Anche da Cna arriva una nota di cordoglio per la scomparsa del “Duca Rosso”: “Roberto Soffritti ha lasciato un segno profondo nella storia di questa città: a lui si devono scelte ancor oggi caratterizzanti per Ferrara, dal restauro della cinta muraria cittadina, al lancio di stagioni culturali di grande respiro come Ferrara Arte e Ferrara Musica, all’ingresso della città sul palcoscenico nazionale come città d’arte e cultura”.

Cna ricorda l’attenzione che Soffritti “ha sempre avuto nei confronti delle componenti economiche della città e di conseguenza nei confronti di Cna, che rappresenta da sempre una parte importante del mondo imprenditoriale cittadino”.

Anche per questo “lo ricordiamo con affetto, proprio nei giorni in cui, approssimandoci alle celebrazioni dell’Ottantesimo, ripercorriamo momenti cruciali della nostra storia. Porgiamo quindi le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti coloro che, come noi, lo hanno stimato e gli hanno voluto bene”.

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