Fine vita, Cgil: “Ora serve una legge nazionale”
Dopo il via libera dell'Emilia-Romagna al suicidio medicalmente assistito, il sindacato chiede al Parlamento di colmare il vuoto normativo
Dopo il via libera dell'Emilia-Romagna al suicidio medicalmente assistito, il sindacato chiede al Parlamento di colmare il vuoto normativo
Dopo le proteste dei sindacati e di Pd e M5S, che chiedono di sospendere la procedura di licenziamento collettivo, aprire un confronto con la proprietà e verificare tutte le possibili alternative industriali alla chiusura dello stabilimento, anche Alan Fabbri interviene
"Non era una cosa che doveva rimanere tra noi?" aveva domandato via WhatsApp l'ex consigliera a Naomo in riferimento alla vicenda. Per la difesa quella domanda rappresenterebbe una delle prove del presunto "accordo segreto" tra i due
La consigliera comunale ha presentato una mozione per salvare gli 80 posti di lavoro e per chiedere un tavolo istituzionale di confronto
Rafforzare le politiche dedicate alle donne detenute. Sono questi gli obiettivi della risoluzione presentata dalla consigliera regionale del Partito Democratico e Portavoce regionale delle Donne Democratiche Marcella Zappaterra
di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara
Il 23 luglio, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato la legge sul suicidio medicalmente assistito. Un passaggio storico che parte dalla proposta a prima firma del consigliere regionale Paolo Trande (Alleanza Verdi Sinistra), sostenuta con convinzione da Simona Larghetti, Paolo Burani e da tutte le forze di maggioranza (Pd, Civici e M5S).
Non si tratta di una vittoria di parte, ma di un atto di rispetto profondo per le scelte intime e la libertà di ciascuno.
L’autodeterminazione è un diritto fondamentale. Nessuno deve essere forzato a subire sofferenze intollerabili contro la propria volontà.
Scegliere come affrontare la fase finale della propria vita non è una concessione dello Stato, ma un diritto inalienabile di ognuno di noi.
Con questa legge si dà concreta attuazione all’interno del Servizio Sanitario Regionale della sentenza della Corte Costituzionale in materia.
La norma prevede infatti: tempi certi e compatibili con le condizioni delle persone richiedenti; gratuità totale della procedura; garanzie mediche ed etiche rigorose, senza alcuna contrapposizione con le cure palliative, che continuano ad essere garantite.
Un diritto è effettivo solo se accessibile a tutte e tutti.
La legge prevede che le procedure siano svolte da personale su base volontaria. Per questo sarà fondamentale che il servizio sia sempre pienamente operativo e tempestivo su tutto il territorio regionale, garantendo un vero supporto alle persone e alle loro famiglie affinché nessuno si trovi isolato di fronte alla burocrazia nel momento del bisogno.
Anche in questa occasione l’Emilia Romagna si conferma un punto di riferimento nell’affermazione dei diritti civili in Italia.
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