Politica
3 Giugno 2026
Dopo il femminicidio di Zironi, il coordinamento di associazioni e realtà del territorio aderisce alla manifestazione dei collettivi di giovedì 4 giugno e annuncia la camminata per mercoledì 10 giugno

Per Samanta presidio e camminata: Lab Consenso chiama la città alla mobilitazione

di Redazione | 3 min

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“Quante donne devono ancora morire prima che la prevenzione alla violenza diventi una priorità politica?”. Se lo chiedono tutte le associazioni e gruppi aderenti al Laboratorio Consenso di Ferrara, che, per questo, aderirà al presidio di giovedì 4 giugno in piazza Cattedrale indetto dai collettivi Ferrara Transfemm, Out!* e Link per Samanta Zironi, vittima di femminicidio. Oltre a questo annuncia una “Camminata per Samanta” per mercoledì 10 giugno.

“Il femminicidio di Samanta Zironi ha colpito profondamente la nostra comunità – scrivono da Lab Consenso -.  Oggi siamo qui per ricordarla, per esprimere vicinanza ai suoi familiari e alle persone che le hanno voluto bene. Ma siamo qui anche perché il dolore, da solo, non basta. Ogni volta che una donna viene uccisa, assistiamo allo stesso copione: cordoglio, indignazione, promesse. Poi tutto torna come prima. Spesso si fa l’errore di immaginare la violenza come qualcosa che arriva dall’esterno; i fatti ci dicono invece che nasce dentro relazioni affettive”.

Lab Consenso riporta i dati dell’Osservatorio nazionale di Non Una Di Meno, che dall’inizio del 2026 all’8 maggio ha già registrato 19 femminicidi e 39 tentati femminicidi. Nella maggior parte dei casi gli autori sono partner, ex partner o familiari delle vittime. “Non siamo di fronte a episodi isolati. Siamo di fronte a un fenomeno strutturale che attraversa la nostra società. Per questo non basta intervenire dopo una tragedia, ma servono politiche di prevenzione, educazione e supporto”, scrivono dal Laboratorio.

“Servono finanziamenti stabili e adeguati ai centri antiviolenza, che ogni giorno accolgono e accompagnano le donne nei percorsi di uscita dalla violenza. Serve sostenere il lavoro delle associazioni femministe e transfemministe e altre realtà, che da anni promuovono formazione, sensibilizzazione e cultura di diritti umani. Serve rafforzare i servizi sociali territoriali, affinché possano operare con continuità, personale e risorse adeguate. Serve introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, per costruire relazioni fondate sul consenso, sul rispetto e sull’autodeterminazione”, ribadiscono.

Tutto questo, però, non può dipendere esclusivamente dall’impegno delle associazioni, dal lavoro delle operatrici e degli operatori, o dalla generosità delle cittadine e dei cittadini come sottolineando dal laboratorio. “La prevenzione della violenza è una responsabilità pubblica: chi governa ha il dovere di considerarla una priorità politica e di garantire risorse adeguate e continuative. Ricordare Samanta significa impegnarsi perché nessun’altra donna debba subire la stessa violenza”, concludono.

Il Laboratorio Consenso è composto da: Adi – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia, Arci, Alleanza Verdi Sinistra, Biblioteca Popolare Giardino, Cds cultura Odv, Centro Documentazione Donna, Centro donna giustizia, Cgil, Cittadini del mondo, Coalizione civica, Conferenza donne democratiche Ferrara, Famiglie Arcobaleno, FareDiritti, Ferrara le donne e la città-Forum Ferrara Partecipata, La Comune di Ferrara, Partito Democratico, Possibile, Rete degli Studenti Medi, Udi – Unione donne in Italia Ferrara, Uil ER.

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