Eventi e cultura
3 Giugno 2026
Dal 5 al 7 giugno l’artista presenta il libro-installazione “Tramas: Materia, Memoria e Presagio”. Un percorso immersivo tra immagini, suoni e riflessioni sul rapporto tra intelligenza artificiale, linguaggio e identità umana

“Tramas”, alla Galleria del Carbone l’arte di Mery Godigna Collet tra memoria, linguaggio e tecnologia

di Redazione | 2 min

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Approda alla Galleria del Carbone di Ferrara “TRAMAS: Materia, Memoria e Presagio”, il nuovo progetto artistico di Mery Godigna Collet, un’esperienza che intreccia arte visiva, scrittura e installazione sonora per interrogarsi sul futuro del linguaggio e della memoria nell’epoca della tecnologia digitale.

L’inaugurazione è in programma venerdì 5 giugno alle 17.30, mentre la mostra resterà visitabile fino a domenica 7 giugno, ogni giorno dalle 17 alle 20. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Ferrara e del Comune di Voghiera.

Al centro del progetto vi è la presentazione del libro “TRAMAS”, accompagnata da un’installazione video composta da linee ondulate in continuo movimento e da un paesaggio sonoro costruito su frequenze beta che avvolge lo spazio espositivo. Un piedistallo bianco ospita il testo dell’artista, invitando i visitatori a fermarsi, leggere e riflettere.

L’opera nasce da una domanda tanto semplice quanto radicale: dove sta andando l’umanità in un presente dominato dalla tecnologia? Attraverso brevi frasi, frammenti di pensiero e un linguaggio ridotto all’essenziale, Godigna Collet mette in scena la trasformazione della comunicazione contemporanea, segnata dall’immediatezza dei social media, dall’intelligenza artificiale e da una progressiva contrazione del discorso.

Secondo l’artista, il linguaggio rappresenta una delle più grandi rivoluzioni della storia umana perché è intimamente legato alla capacità di costruire memoria, percepire il mondo e sviluppare pensieri complessi. «La memoria è ciò che siamo», afferma, ponendo al centro della sua ricerca il rischio di una progressiva perdita di profondità comunicativa.

L’installazione crea così un ambiente sospeso, quasi ipnotico, dove presenza e assenza, fisico e virtuale, passato e futuro si intrecciano. In questo contesto, TRAMAS diventa un atto di resistenza culturale contro l’omologazione del discorso e la velocità del consumo digitale, invitando a recuperare il valore della lentezza, della materia e della memoria.

Un percorso artistico che non offre risposte definitive, ma apre interrogativi sul nostro tempo e sulla trasformazione dell’esperienza umana, in un mondo che – come suggerisce l’artista – appare sempre più come «un mondo nuovo, in cui siamo tutti stranieri e non sappiamo dove siamo diretti».

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