Eventi e cultura
30 Maggio 2026
Ultimo appuntamento della rassegna Ferrara Organistica organizzata dal Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara in collaborazione con U.P. San Cassiano e Comune di Comacchio

Ferrara Organistica si conclude nella Cattedrale di Comacchio

di Redazione | 3 min

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Domenica 31 maggio alle 17 nella Basilica Concattedrale San Cassiano a Comacchio si terrà l’ultimo concerto di Ferrara organistica, la rassegna di musica per organo del Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara. Il concerto intende valorizzare l’arte organaria tedesca, che ha ricevuto nel 2023 dall’UNESCO l’ambito titolo di “bene immateriale dell’Umanità”.

Questo premio è il frutto di una tacita dichiarazione dei popoli di lingua germanica nei confronti del “Re degli Strumenti “. Tale dichiarazione di amore affonda le radici nei secoli più remoti, e sembra risalire all’imperatore franco Ludovico il Pio, che ricevette in regalo un organo idraulico bizantino da un oscuro monaco veneziano, tale Giorgio. Il Re rimase colpito dalla sontuosa pienezza del suono, che richiamava in maniera indiretta misteriose dimensioni ultraterrene, e lo collocò, primo fra tutti in Occidente, in una chiesa, e segnatamente nella Cappella Reale di Acquisgrana, l’odierna Aachen tedesca, aprendo all’organo un futuro di strumento musicale sacro per eccellenza.

L’organo verrà poi consacrato a “regina” delle celebrazioni liturgiche da Martin Lutero, che tanta importanza riconoscerà alla amata “Frau Musika”, dichiarando in maniera inequivocabile che “Deus praedicavit etiam per musicam”. Da quel momento, la Germania vide fiorire una realtà organistica ed organaria di primo livello, con strumenti di grandi dimensioni, fino 4 e 5 tastiere, con pedaliera estese ed indipendenti e gran numero di registri. Fatalmente la ricca messe strumentale ispirò le menti geniali di grandi musicisti, quasi tutti di confessione protestante, come Scheidt, Böhm, Buxtehude, che fungeranno da lungimiranti profeti del genio ecumenico di Johann Sebastian Bach. Con il passare dei secoli i centri di riferimento culturali tedeschi, anche come diretta conseguenza dei mutati equilibri economici, si sposteranno gradualmente verso sud e fatalmente rientreranno nella sfera confessionale cattolica, con il monumentale corpus creativo di J. G. Rheinberger e Max Reger, che sebbene oscurati dal genio esuberante di un Brahms o un Mahler, proprio grazie all’organo riusciranno a conquistare una nicchia di riconosciuta visibilità.

Il concerto di domenica 31 maggio intende essere un’appassionata retrospettiva su questa “Kunst der Orgelbau” che è riuscita ad identificarsi in una cultura, un popolo, una Fede, proponendo un affascinante percorso attraverso la grande tradizione organistica europea, dal primo Seicento fino al pieno Romanticismo, mettendo in luce la ricchezza espressiva e spirituale di questo repertorio.

Ad aprire il programma è l’Hymnus de adventu Domini “Veni Redemptor gentium” di Samuel Scheidt, tratto dalla celebre Tabulatura Nova: una composizione articolata in più versi che alternano sezioni contrappuntistiche e momenti di canto figurato, offrendo una panoramica delle possibilità timbriche e polifoniche dell’organo barocco. Il percorso prosegue con Dietrich Buxtehude, figura centrale della scuola nord-tedesca, di cui vengono eseguite la suggestiva Fantasia sul corale Wie schön leuchtet der Morgenstern e la brillante Toccata in re minore, esempi emblematici di libertà formale e virtuosismo espressivo.

Di Georg Böhm viene proposto il corale Vater unser im Himmelreich, pagina di intensa spiritualità che riflette la centralità della tradizione luterana nella musica organistica del tempo. Il programma culmina con la Sonata n. 4 in la minore op. 98 di Joseph Gabriel Rheinberger, capolavoro ottocentesco che unisce rigore formale e slancio lirico: dai toni meditativi del primo movimento, all’eleganza dell’Intermezzo, fino alla complessa e articolata Fuga finale.

Affidato all’interpretazione dell’organista Devid Pavanati, laureando della classe del M° Wladimir Matesic, il concerto si configura come un viaggio sonoro tra epoche e stili, capace di valorizzare le molteplici possibilità espressive dello strumento e di restituire al pubblico un’esperienza di ascolto intensa e suggestiva, nella cornice di uno dei luoghi più significativi del territorio.

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