Dopo ventuno anni, Federico ancora nel cuore
"Aldro vive con noi". Il coro si alza ancora una volta, instancabile, a Ferrara, a ventuno anni dall'uccisione di Federico Aldrovandi
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Un messaggio dedicato a Federico Adrovandi ha accolto domenica 31 maggio l’Ars et Labor al suo arrivo a Giulianova, dove la formazione biancazzurra è impegnata nella sfida contro la Santegidiese.
A esporre lo striscione è stato il Campetto Occupato, spazio sociale attivo nella città abruzzese dal 2016. Sullo striscione compariva la scritta: “Com’è misera la vita negli abusi di potere. Aldro vive”.
L’iniziativa è stata accompagnata da un messaggio pubblicato sui canali social dello spazio, che ha collegato la presenza della squadra ferrarese alla memoria di Federico Aldrovandi, il diciottenne ucciso il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia.
“Oggi in città arriva la squadra di Ferrara – si legge nel post -. Non entriamo in questione calcistiche che non ci riguardano, ma Ferrara vuol dire anche e soprattutto Federico Aldrovandi”. Nel testo viene poi ricordata la vicenda giudiziaria legata all’uccisione del giovane e viene espresso un richiamo alla memoria di “tutte le persone vittime della violenza di Stato e dei suoi servitori”.
Il riferimento ad Aldro continua a rappresentare, a oltre vent’anni dalla sua morte, un elemento profondamente radicato nella memoria collettiva ferrarese e nei movimenti che in tutta Italia si occupano di diritti civili, giustizia e contrasto agli abusi di potere.
Lo striscione esposto a Giulianova si inserisce in questo solco, trasformando una giornata di sport in un’occasione di ricordo e riflessione su una vicenda che ha segnato profondamente la città di Ferrara e tutto il Paese.
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