Politica
30 Maggio 2026
L'intervento del consigliere Fabio Anselmo a pochi giorni dall'attacco di Fabbri: "Ho provato un senso di forte nausea per la violenza che quel foglio, messo lì sui nostri banchi proprio dal sindaco in persona e in quel momento evidentemente studiato ad hoc"

“Savini una gigante rispetto al suo compagno di viaggio”

di Redazione | 3 min

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di Fabio Anselmo*

Il significato che avrebbe dovuto avere la mozione di censura nei confronti del sindaco era di natura squisitamente politica. Quella che avrei voluto illustrare nel consiglio dell’altro ieri ma che di fatto mi è stato impedito di fare.

È ancora ben vivo nella nostra memoria la foto dell’auto distrutta dell’ex assessora Savini. L’orrore alla vista di quel relitto è spontaneo e comprensibile come altrettanto lo è il sollievo per il fatto che lei, il nostro sindaco e nessun altro che poteva rimanere travolto dalla sua folle corsa, sia stato coinvolto.

Questa si chiama umanità.

Poi ci sono le responsabilità giudiziarie e quelle politiche.

Le parole pronunciate dall’ex assessora, parlando di quelle politiche, devono far riflettere: dopo aver giustamente ricordato il suo impegno istituzionale, “proprio in nome di quel rispetto, e nella consapevolezza del ruolo pubblico ho scelto di dare le dimissioni, con effetto immediato”.

Non si è nascosta dietro frasi fatte del tipo “attendiamo che la giustizia faccia il suo corso” ma ha dimostrato senso istituzionale e responsabilità politica. Una gigante rispetto al suo compagno di viaggio.

A prescindere da questioni di senso morale comune (tutt’altro che moralistiche) è più che ovvio aspettarsi da colui che sale come passeggero, lucido e vigile, su un auto che si appresta a muoversi con un conducente con un tasso alcolico così marcatamente alto (si consulti la sintomatologia standardizzata dall’Istituto Superiore di Sanità), un deciso intervento dissuasivo a garanzia propria, dell’assessora e di tutti i cittadini che si possano incrociare sulla pubblica via. E stiamo parlando non di un quisque de populo ma del sindaco che, come tanti suoi colleghi, si è sempre dimostrato sensibile ai rischi che corrono i giovani laddove si mettono alla guida ubriachi lanciando e finanziando numerose campagne proprio su questi temi di sicurezza.

La stessa giurisprudenza europea, ma anche nostra, ha inteso definire una forma di responsabilità concorsuale, sul piano prettamente civilistico-risarcitorio, del trasportato in caso di incidente provocato dal conducente ubriaco.

Questo è, e nulla di più. O meglio avrebbe dovuto essere ed avrei voluto dire se non ci fosse stato quel gesto vigliacco. In quel momento, non lo nego, mi sono trovato in grande difficoltà emotiva. Ho visto il volto di Vince. La mozione che avevamo preparato in gruppo avrebbe dovuto essere discussa dopo. Ho provato un senso di forte nausea per la violenza che quel foglio, messo lì sui nostri banchi proprio dal sindaco in persona e in quel momento evidentemente studiato ad hoc.

Sono commosso dall’ondata di solidarietà che ho ricevuto da tanta gente. Non sono riuscito a ringraziare tutti e mi dispiace. Li abbraccio. Ma devo dire che mi hanno colpito quelli che, numerosi, hanno tenuto a precisarmi che avevano idee politiche diverse dalle mie. Uno in particolare che mi ha detto: “Avvocato io non condivido le sue battaglie ma ammiro i risultati che è riuscito a conseguire. Ma la penso in maniera del tutto opposta alla sua, però mi creda volevo manifestarle personalmente tutta la mia solidarietà”.

Intanto Vince ha cambiato città. Si è rifatto una vita. Fa un lavoro durissimo e da contratto a tempo determinato ora è assunto a tempo indeterminato. Anche lui ha ricevuto tanti messaggi di solidarietà. Già ma intanto ora tanti sono a conoscenza di fatti che erano ignorati e caduti giustamente nell’oblio.

Alan Fabbri scrive che è colpa mia. Chissà, forse ha ragione. Dovevo tenermelo per me e comportarmi di conseguenza.
Invidio il suo concetto di responsabilità.

Grazie Alan.

*avvocato e consigliere comunale

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