Legge Aree idonee. Comitati Nobiogas e Ferrara Partecipata: “Inadeguata”
Intervento dei gruppi di Ferrara aderenti alla rete Reca critico nei confronti della proposta di legge della Regione Emilia Romagna approvata dall'Assemblea legislativa
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Sorvolando completamente su diversi aspetti, Zurma attacca le minoranza sostenendo che “ci saremmo aspettati almeno un minimo di coerenza da parte di chi, da mesi, attacca il centro-destra sul diritto all’abitare
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Sono le 15.51 di mercoledì 27 maggio quando l'avvocato Fabio Anselmo arriva a piedi in corso Ercole I d’Este e suona al citofono degli uffici della Questura. Chiede di poter sporgere denuncia per quanto accaduto pochi minuti prima durante il Consiglio Comunale
Una scelta che Anselmo ha definito un tentativo di "colpire un figlio per colpire un padre". Fabbri, invece, la presenta come un gesto dimostrativo. Un modo, scrive, per ricordare all'opposizione "quanto i fatti personali, specialmente in politica, possono far male"
“Con questa legge l’Emilia-Romagna compie un passo decisivo verso la transizione energetica”. Così Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico, e Luca Sabattini, relatore di maggioranza, parlano dell’approvazione, da parte dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna del progetto di legge regionale sull’individuazione delle aree idonee e sulla disciplina dell’installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Vengono definite, aggiungono, “regole chiare e criteri certi per lo sviluppo delle energie rinnovabili, coniugando gli obiettivi ambientali con la tutela del paesaggio, dell’agricoltura di qualità e delle comunità locali”.
Il provvedimento recepisce il quadro nazionale previsto dal decreto legislativo 190 del 2024 e punta al raggiungimento degli obiettivi energetici assegnati alla Regione, pari a 6,3 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili.
“La scelta politica che abbiamo compiuto è quella di privilegiare innanzitutto superfici già urbanizzate o compromesse – proseguono Sabattini e Calvano –: tetti di capannoni, parcheggi, aree produttive, cave ripristinate, interporti e siti da bonificare. Vogliamo un modello di sviluppo energetico sostenibile e integrato con il territorio”.
La legge introduce limiti precisi all’utilizzo della superficie agricola: la quota massima regionale destinabile a impianti di energia rinnovabile viene fissata all’1,5% della superficie agricola utilizzata regionale, mentre a livello comunale il limite è del 2,5%, a partire dal 2020.
Grande attenzione viene dedicata anche alla tutela delle produzioni agricole di qualità. Nelle aree interessate da colture certificate, biologiche, Dop e Igp sarà infatti possibile installare esclusivamente impianti agrivoltaici compatibili con la continuità dell’attività agricola.
“Abbiamo costruito una norma equilibrata che protegge le eccellenze agroalimentari emiliano-romagnole e introduce criteri rigorosi per l’agrivoltaico – sottolineano –, imponendo il mantenimento della produttività agricola e controlli periodici per evitare fenomeni speculativi”.
Il testo prevede inoltre: strumenti di monitoraggio regionale sulla diffusione degli impianti e sul consumo di superficie agricola utilizzata; misure di compensazione ambientale e territoriale a beneficio delle comunità locali; norme contro il frazionamento artificioso dei progetti; criteri specifici per impianti eolici, biogas, biometano, idroelettrico e sistemi di accumulo; l’istituzione di un Tavolo regionale di coordinamento per lo sviluppo delle rinnovabili e delle infrastrutture di rete.
Particolare rilievo viene dato anche all’autoconsumo e alle Comunità energetiche rinnovabili, considerate strumenti strategici per rafforzare la produzione diffusa di energia e ridurre i costi per cittadini e imprese.
“L’obiettivo è accompagnare la crescita delle energie rinnovabili con regole trasparenti, certe e sostenibili. L’Emilia-Romagna vuole essere protagonista della sfida climatica senza rinunciare alla qualità del proprio paesaggio, alla forza del suo sistema agricolo e alla competitività del proprio tessuto produttivo”, concludono Sabattini e Calvano.
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