Un’agricoltura forte, competitiva e capace di affrontare le trasformazioni del presente, senza perdere il legame con il territorio e con le proprie radici. È questa la visione delineata dalla nuova presidente di Confagricoltura Ferrara Claudia Guidi nel suo discorso di insediamento, un intervento che ha messo al centro la tutela delle imprese agricole ferraresi, la necessità di rafforzare la rappresentanza sindacale e le grandi criticità che oggi stanno mettendo in difficoltà il comparto agricolo.
Classe 1994, è attualmente presidente dei Giovani di Confagricoltura Anga – Emilia Romagna, componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, componente di Giunta della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, componente del Gruppo di Dialogo Civile su Agricoltura e Ambiente del Ceja – Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori. Insieme al padre Mario, già presidente nazionale di Confagricoltura, conduce un’azienda agricola ad indirizzo seminativo e frutticolo a Codigoro.
“L’onore di rappresentare la nostra organizzazione per il prossimo triennio è un’emozione difficile da descrivere. È un incarico che accolgo con grande gratitudine ma anche con un forte senso di responsabilità verso tutti gli imprenditori agricoli che ogni giorno, con sacrificio e dedizione, tengono vivo il nostro territorio”, ha dichiarato la presidente.
Un passaggio che segna l’inizio di un mandato che si concentrerà soprattutto sulla tutela del reddito delle imprese agricole, sulla semplificazione burocratica e sulla difesa della competitività dell’agricoltura ferrarese ed emiliano-romagnola, in un contesto sempre più complesso.
“Ferrara è una provincia con radici agricole profonde – afferma Guidi -. Le nostre campagne non rappresentano soltanto un settore economico, ma un patrimonio sociale, ambientale e culturale che abbiamo il dovere di difendere e valorizzare. Oggi fare agricoltura significa affrontare ogni giorno rischi enormi, assumersi responsabilità importanti e continuare comunque a investire nel futuro”.
Secondo la nuova presidente, il comparto agricolo sta attraversando “una delle fasi più delicate degli ultimi decenni”, stretta tra aumento dei costi, instabilità dei mercati, cambiamenti climatici e una pressione normativa sempre più pesante.
Tra i temi considerati prioritari c’è il futuro della Politica Agricola Comune e il dibattito europeo legato alla proposta del cosiddetto “Fondo Unico”: “La Pac rappresenta uno strumento essenziale per garantire stabilità alle imprese agricole. Per territori come Ferrara, fortemente vocati alla cerealicoltura e alle produzioni estensive, i pagamenti comunitari e le misure di sviluppo rurale sono fondamentali per sostenere investimenti, innovazione e competitività”.
Forte preoccupazione anche per il possibile ridimensionamento di Agrea e per le conseguenze che questo potrebbe avere sui tempi di pagamento e sulla gestione delle pratiche agricole: “Serve mantenere un sistema vicino al territorio, capace di conoscere le specificità dell’agricoltura emiliano-romagnola e di rispondere rapidamente alle esigenze delle imprese”.
Un altro tema centrale sarà quello legato al divieto di utilizzo dell’urea dal 2028, misura che secondo Confagricoltura rischia di avere pesanti conseguenze soprattutto per le aziende cerealicole della Pianura Padana.
Nel mirino anche il costo crescente degli agrofarmaci e la continua riduzione delle sostanze attive autorizzate in Europa.
La presidente ha poi evidenziato il problema della volatilità dei mercati agricoli, definita “una delle principali minacce alla stabilità economica delle aziende”.
Ampio spazio anche al tema della fauna selvatica, considerata ormai “un’emergenza strutturale per il territorio ferrarese”.
Infine, il richiamo all’importanza della rappresentanza sindacale e alla necessità di rafforzare ulteriormente il ruolo di Confagricoltura Ferrara. “Oggi fare sindacato significa essere presenti nei luoghi in cui si prendono le decisioni, portando con competenza e autorevolezza la voce delle imprese agricole.
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