Un ora di sciopero, tra le 11 e le 12, alla Fava di Cento subito dopo che i lavoratori si erano riuniti in assemblea con le Rsu e le organizzazioni sindacali (Fim Cils e Fiom Cgil) la mattina del 26 maggio tra le 9.30 e le 11. Una decisione che nasce “dalla forte insoddisfazione rispetto ai numeri comunicati dall’azienda sul premio di risultato”.
“Per noi – spiegano in una nota – il tema non può essere ridotto a una semplice questione contabile. Il punto è più profondo: in questi mesi nei lavoratori si è creata un’aspettativa concreta, fondata su elementi precisi, su dati prospettati dall’Azienda, su comunicazioni aziendali e anche sul pagamento effettuato ai pensionati con riferimento al premio presunto”.
Non la ritengono dunque “un’aspettativa costruita dalla Rsu o dal sindacato con leggerezza” ma di “un affidamento nato da comportamenti, indicazioni e atti aziendali concreti”.
Ricordano che, negli anni passati, “i lavoratori hanno già dimostrato senso di responsabilità, andando incontro all’Azienda anche con rinunce economiche importanti, pari a circa 400 euro”.
Anche per questo ritengono oggi “inaccettabile che uno scostamento così rilevante sul Premio di Risultato venga scaricato interamente sui lavoratori”.
“L’Azienda – dicono – parla di numeri. Noi parliamo di correttezza, responsabilità e rispetto degli impegni costruiti nel confronto sindacale. Lo sciopero di oggi è un segnale chiaro: i lavoratori chiedono risposte concrete, trasparenza sui criteri di calcolo e una soluzione che tenga conto delle aspettative legittimamente maturate”.
“La mobilitazione – concludono – prosegue fino a quando non arriveranno risposte adeguate”.
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