Si è ufficialmente insediato nella mattinata di oggi, 25 maggio, il nuovo questore di Ferrara, il Dirigente Superiore di Pubblica Sicurezza Luigi Silipo. Prende il posto di Nicola Falvella. La cerimonia di insediamento si è aperta con l’omaggio al picchetto d’onore e con il tributo ai caduti della Polizia di Stato, alla presenza di una rappresentanza di agenti e funzionari della Questura estense.
Nel corso della commemorazione, il nuovo questore ha deposto “con commozione” una corona d’alloro davanti alla lapide collocata nell’atrio della Questura in memoria dei caduti della Polizia di Stato. La cerimonia è stata accompagnata dalla benedizione del cappellano don Lupi.
Successivamente Silipo ha incontrato il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello, i funzionari della Polizia di Stato e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. In programma anche una serie di incontri istituzionali con il sindaco e con le autorità civili, religiose e militari del territorio.
Nel corso del colloquio di benvenuto, il prefetto Marchesiello ha espresso a Silipo i più cordiali auguri per il nuovo incarico, auspicando una fattiva e proficua collaborazione nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e nelle più ampie sedi di raccordo interistituzionale.
Nato a Roma, 57 anni, laureato in Giurisprudenza all’Università “La Sapienza”, Luigi Silipo entra in servizio nel 1992 dopo il corso quadriennale di formazione per funzionari della Polizia di Stato. La sua prima destinazione è Reggio Calabria, dove ricopre numerosi incarichi operativi tra Reparto Mobile, Volanti, Commissariati e Squadra Mobile.
Nel corso della sua lunga carriera investigativa ha partecipato e diretto importanti operazioni contro la criminalità organizzata calabrese, contribuendo alla cattura di latitanti appartenenti alle cosche De Stefano, Alvaro, Pelle, Cordì e Cataldo. Tra le indagini più rilevanti figurano quelle sull’omicidio di Franco Fortugno, sulla faida di San Luca, sulla strage di Duisburg e sull’operazione “Il Crimine”, che ricostruì la struttura internazionale della ’ndrangheta individuando articolazioni anche in Australia e Canada.
Promosso Primo Dirigente nel 2011, assume la guida della Squadra Mobile di Torino, dove continua l’attività di contrasto alle organizzazioni mafiose e conduce indagini sulla criminalità straniera. Con l’operazione “Brigada” viene dimostrata per la prima volta in Italia l’esistenza di un’associazione mafiosa composta esclusivamente da cittadini romeni.
Nel capoluogo piemontese coordina inoltre le indagini sull’attentato al consigliere comunale Alberto Musy, avvenuto nel 2012, che portarono all’individuazione e all’arresto del responsabile.
Dal 2015 viene trasferito alla Questura di Roma come dirigente della Squadra Mobile capitolina. In quegli anni dirige delicate inchieste contro i clan Spada e Casamonica, oltre a operazioni contro narcotraffico e criminalità organizzata legate a camorra e ’ndrangheta. Sul fronte della lotta alla violenza di genere coordina anche le indagini sugli omicidi di Sara Di Pietrantonio e Desirée Mariottini.
Promosso Dirigente Superiore nel 2021, lascia la Squadra Mobile per approdare alla Direzione Centrale della Polizia Criminale come consigliere ministeriale. Negli ultimi anni ha ricoperto gli incarichi di questore di Macerata e successivamente di Viterbo, prima dell’arrivo a Ferrara.
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