Attualità
22 Maggio 2026
Il Comune di Ferrara consegna il riconoscimento “Cittadino Responsabile” ai ristoratori che hanno sostenuto il giovane dipendente bengalese dopo la brutale aggressione dello scorso novembre

Dal coma al contratto fisso: premiato il gesto dei titolari dell’Orba Canocia

di Redazione | 4 min

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Un pugno al volto, poi il buio del coma. Infine il risveglio e la gioia di un contratto a tempo indeterminato firmato dai datori di lavoro che gli sono rimasti accanto durante tutto il difficile percorso di riabilitazione. Sono Cristiano e Romina, proprietari dell’Osteria Ristorantino l’Orba Canocia di San Martino, che con il loro gesto hanno trasformato una vicenda tragica – iniziata lo scorso novembre con l’aggressione del 25enne, che sarebbe partita da una mancata concessione di una sigaretta – in un esempio di civiltà per tutta la comunità. A loro oggi, 22 maggio, è andato l’omaggio del Comune di Ferrara, che nell’ambito della ‘Festa della Legalità, Responsabilità e Diritti’ promossa al Ridotto del Teatro Comunale dall’Assessorato alla Sicurezza ha scelto di conferirgli il premio di ‘Cittadino Responsabile 2026’. I titolari sono stati scelti dall’Amministrazione comunale per essere stati protagonisti di un gesto di straordinaria umanità.

“Abbiamo fortemente voluto – ha detto l’assessore comunale alla Sicurezza Cristina Coletti, al momento della consegna dell’onorificenza -, come Amministrazione, premiare con gratitudine due imprenditori che incarnano i valori più genuini della legalità. Con il loro esempio hanno dimostrato quanto responsabilità e sensibilità possano fare la differenza nella vita di una persona. Questa vicenda afferma con grande forza i valori con cui è nato quest’appuntamento, che ogni anno è volto a stimolare una riflessione profonda rispetto alle tematiche della convivenza civile. È proprio così che si sviluppa una comunità più forte, i cui cittadini non si voltano dall’altra parte ma si spendono in prima persona per non lasciare indietro nessuno”.

Per Cristiano e Romina è stato proprio così. I due hanno infatti collaborato attivamente nello svolgimento delle indagini, fornendo ai Carabinieri il contatto di un loro dipendente che era in compagnia del 25enne, anch’esso loro lavoratore e giunto in Italia dal Bangladesh.

Ma ancor di più, lo hanno sostenuto in tutto e per tutto, adottandolo in uno dei periodi più brutti della propria vita. Il pugno è infatti costato al giovane 3 settimane di coma a causa di gravi traumi cerebrali, che ancora oggi lo vedono costretto a partecipare ad un percorso di recupero fisico. Nonostante questo, però, i proprietari del ristorante hanno continuato a garantirgli lo stipendio, fin quando ha potuto fare gradualmente rientro nel locale. Un momento di doppia felicità, considerato che il primo giorno di rientro è coinciso con la firma del contratto a tempo indeterminato.

Il gruppo di tutti i cittadini premiati

Dopo la consegna del premio ‘Cittadino Responsabile’, per la prima volta alla ‘Festa della Legalità’ sono state consegnati due ‘Riconoscimenti di merito’. I cittadini individuati sono stati Marisa Plazzi, che a 95 anni continua ogni giorno la sua attività al servizio della popolazione in veste di volontaria del centro sociale ‘Il Barco’ e i giovani studenti Eduard Dionis Donea e Sara Guberti, risultati vincitori di un concorso nazionale promosso dal Rotary volto alla realizzazione di un elaborato incentrato sui temi di speranza, rinascita sociale e cittadinanza attiva.

I cittadini hanno ricevuto una targa celebrativa dell’Amministrazione comunale, a firma del sindaco Alan Fabbri e dell’assessore alla Sicurezza Cristina Coletti.

“La ‘Festa della Legalità’ – ha concluso l’assessore Coletti – vuole essere un momento per accendere i riflettori su chi, spesso lontano dalla ribalta, contribuisce ogni giorno a rendere Ferrara una comunità più unita, solidale e responsabile. Questi cittadini ne sono una preziosa testimonianza”.

Alla premiazione ha preso parte anche il prefetto di Ferrara, Massimo Marchesiello, che ha portato i saluti incentrandosi sul tema del bullismo: “Il cyberbullismo è un tema di estrema attualità. Attraverso i social possono generarsi dinamiche di forte pressione e di esclusione sociale, percepite dai ragazzi come vere e proprie condanne sul piano relazionale e psicologico. I ragazzi più sensibili possono subire conseguenze significative, con ricadute importanti. È necessaria un’attenzione assoluta verso i più giovani, rafforzando la prevenzione e la capacità di riconoscere tempestivamente situazioni di disagio”.

Dopo la consegna dei riconoscimenti, il pomeriggio è infatti proseguito con un momento di riflessione dedicato ai temi del bullismo e del cyberbullismo. Protagonista dell’incontro è stata la Fondazione Carolina, con il presidente onorario Paolo Picchio, intervenuto in collegamento video. Picchio è il padre di Carolina Picchio, la quattordicenne che nel gennaio 2013 si tolse la vita dopo essere stata vittima di bullismo online. La giovane non resse alla diffusione di un video divenuto virale, realizzato mentre era a terra priva di sensi, con alcuni ragazzi che, invece di soccorrerla, simulavano atti sessuali. Prima di morire lasciò una lettera con nomi e cognomi, elemento che consentì al Tribunale dei Minorenni di Torino di celebrare il primo processo per cyberbullismo in Italia.

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