“W don Gallo“. Bastano tre parole, pronunciate da Vasco Rossi in una storia Instagram, per riaccendere il ricordo del ‘prete di strada’ nel giorno del tredicesimo anniversario della sua scomparsa, il 22 maggio. Il Blasco lo omaggia con parole affettuose, definendolo un uomo “speciale”, dalla “energia contagiosa” e con quella “genovesità che crea ponti e non muri”.
Nella storia pubblicata sui suoi social, Vasco racconta il suo primo incontro con don Gallo al Teatro Carlo Felice di Genova, durante una serata dedicata a Fabrizio De André. Il rocker di Zocca ricorda che nelle prime file c’erano gli “ospiti d’onore” del sacerdote, le persone che don Gallo aiutava ogni giorno. Fu lì che Vasco cantò “Amico fragile” davanti a loro. Da quell’incontro, racconta, nacque una profonda amicizia.
Un ricordo personale, raccontato nel giorno in cui ricorrono i tredici anni dalla morte del fondatore della comunità di San Benedetto al Porto e da sempre vicino agli ultimi. Ma anche un’occasione per riportare alla luce un aneddoto poco conosciuto, raccontato ai nostri taccuini da Marcello Corvino, direttore artistico del Teatro Comunale di Ferrara.
Nella sua attività di produttore, Corvino lavorò con il prete genovese portando in giro per l’Italia uno spettacolo dedicato alle prediche di Savonarola, con un testo scritto da Stefano Massini.
“Lo scopo era raccogliere fondi per San Benedetto al Porto – spiega Corvino -, la comunità che lui aveva fondato e che aiutava tutti: tossicodipendenti, migranti, vittime di violenza, chiunque avesse bisogno”. Correva l’anno 2011 e fu proprio durante quel periodo che don Gallo raccontò a Corvino della visita improvvisa ricevuta da Vasco Rossi.
In quell’occasione, il rocker fece una donazione importante per sostenere la comunità di San Benedetto al Porto. “Mi ricordo la felicità di don Andrea Gallo”, racconta Corvino. Un gesto rimasto lontano dai riflettori: “Io l’ho saputo soltanto perché me lo disse don Gallo – spiega -, perché gli uomini con la U maiuscola, quando fanno beneficenza, non lo fanno sapere. Vasco Rossi è un uomo con la U maiuscola e questo dice tanto della persona, prima ancora dell’artista”.
Per Corvino, la forza di Vasco Rossi sta proprio nella sua dimensione profondamente umana. “I grandi artisti hanno anche una dimensione umana importante. Vasco non è un supereroe, è un essere umano come tutti noi, fatto di luci e ombre, di cose straordinarie e di debolezze“. Ed è proprio questa capacità di raccontare la vita senza filtri, secondo il direttore artistico, ad aver reso Vasco un punto di riferimento per milioni di persone.
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