“Vasco Rossi ha raccontato la nostra società, la nostra vita, le nostre emozioni, perché è un uomo come tutti gli altri. Siamo fatti di pregi e difetti, come la sua biografia insegna”. Per Marcello Corvino, direttore artistico del Teatro Comunale di Ferrara e co-organizzatore del concerto di Vasco, un elemento fondamentale è la “grandezza artistica”. “I grandi artisti sono quelli che ci raccontano cose che gli altri non avevano ancora raccontato. Vasco ha raccontato l’amore come non l’aveva mai raccontato nessuno”. Il riferimento è ad “Albachiara”, brano che Corvino ricorda fin da quando era ragazzo. “Lui è stato un grande rivoluzionario. Ha raccontato l’amore, la vita e le nostre emozioni in maniera sincera, senza preconcetti e con grande onestà”.
Nella lettura di Corvino, Vasco Rossi è molto più di una rockstar. “Io penso che sia l’incontro tra De André e i Rolling Stones“, afferma. Un artista capace di unire la profondità del cantautorato alla forza del rock. Il paragone arriva anche a Bruce Springsteen, già protagonista al Parco Urbano di Ferrara. “Springsteen è un dio della musica, ma anche Vasco lo è. Se devo scegliere tra i due, scelgo Vasco Rossi“.
Il motivo, spiega Corvino, è il talento melodico: “Vasco ha un talento per la melodia che Bruce Springsteen non ha. Le sue canzoni le ricordiamo perché hanno dentro una bellezza melodica straordinaria”.
Secondo Corvino, la forza musicale del Blasco è anche legata alle sue radici. “Vasco è nato nel territorio di Pavarotti e Mirella Freni. È emiliano, come Rossini e Verdi. Consapevolmente o inconsapevolmente eredita un panorama musicale fatto di questa storia“. Dentro il cantautorato rock di Vasco vive un patrimonio culturale che appartiene all’Emilia e all’Italia. “Dentro di lui c’è la storia del Paese che ha dato di più alla musica. La sua bellezza melodica è figlia del Paese che ha inventato il melodramma”.
Ma uno degli aspetti più interessanti, per Corvino, è la capacità di Vasco di parlare a generazioni diverse. Non solo al pubblico storico, ma anche ai giovani. “Questo è un miracolo – osserva -. Vasco ha anticipato i tempi. Con Albachiara e Vita spericolata ha raccontato una contemporaneità prima degli altri”.
Da qui una definizione forte: “Vasco è diventato musica classica“. Per Corvino, dopo Puccini il concetto stesso di musica classica è cambiato, generando nuove forme e nuovi linguaggi. “Non c’è da stupirsi se oggi dobbiamo considerare Vasco Rossi come musica classica. È diventato classico nella sua straordinaria forza rivoluzionaria“.
Il discorso artistico si lega poi inevitabilmente al doppio concerto di Ferrara. Per Corvino, ospitare Vasco Rossi significa mettere la città al centro dell’attenzione nazionale. “Questi eventi mettono Ferrara all’attenzione di tutto il Paese – spiega – e si trasformano in maggiori iscrizioni all’università, maggiore attrattività e in un’economia che gira”.
Il concerto, secondo il direttore artistico, non riguarda soltanto la musica. Coinvolge imprese, servizi, manutenzioni, pulizie, accoglienza, turismo e commercio. “Si muove un mondo economico del quale Ferrara ha più bisogno di altre città. In Emilia-Romagna, Ferrara è ancora fanalino di coda, e questi eventi creano straordinarie opportunità“.
Corvino rivendica l’importanza dei grandi eventi anche da un punto di vista culturale. “Lo dico da chi ama la musica classica: sono questi eventi che fanno la differenza e determinano lo sviluppo di una città“. Il punto, secondo il direttore artistico, è costruire una città attrattiva, capace di offrire esperienze diverse: dalla lirica al rock, dalle mostre allo sport, dai grandi scrittori ai concerti popolari. “Dobbiamo creare città dove sia bello vivere e dove accadano eventi. Una città deve poter offrire Vasco Rossi e la Turandot, il basket, il calcio, le grandi mostre e i grandi intellettuali”.
Il Teatro Comunale di Ferrara è co-organizzatore del concerto e, per Corvino, questo è motivo di orgoglio. “Un teatro capace di creare dal nulla un’opera e portarla dall’altra parte del mondo ha il know-how per realizzare anche eventi di questo tipo”. Le competenze tecniche e organizzative del Comunale diventano così un valore per tutta la città. “Deve essere motivo di orgoglio che un teatro sia capace di allestire un’opera di Verdi e un concerto di Bruce Springsteen, un’opera di Bellini e un concerto di Vasco Rossi“.
Guardando al futuro, Corvino auspica che Ferrara continui a puntare sui grandi appuntamenti. Non solo concerti, ma eventi culturali, festival, incontri e iniziative capaci di portare pubblico e attenzione sulla città.
E sul futuro dei concerti a Ferrara, Corvino non ha dubbi: “Ci vorrebbe un grande evento almeno ogni anno. Anche più di uno“.
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