Attualità
24 Maggio 2026
L’analisi della Fisac Cgil sui dati del Quaderno Abi: calano residenti e lavoratori, aumentano risparmi ma crollano credito e sportelli. “La transizione demografica è già una priorità strategica”

Ferrara sempre più anziana, banche e welfare sotto pressione

di Redazione | 3 min

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Ferrara è il simbolo più evidente, in Emilia-Romagna, degli effetti della transizione demografica sull’economia, sul welfare e perfino sul sistema bancario. È quanto emerge dall’analisi elaborata dalla Fisac Cgil di Ferrara a partire dal nuovo Quaderno Abi “Evoluzione demografica e servizi bancari”, pubblicato nel maggio 2026, che fotografa un Paese sempre più anziano, con meno lavoratori e una crescita economica destinata a rallentare.

Secondo il rapporto, la transizione demografica “non è più uno scenario futuro, ma una trasformazione già in atto” che sta già ridefinendo “economia, lavoro, welfare, imprese e anche i servizi bancari”. Un fenomeno che, nel caso ferrarese, assume contorni ancora più marcati.

La provincia estense registra infatti la perdita di residenti più forte dell’intera regione: tra il 2015 e il 2025 la popolazione è diminuita del 3,8% e, secondo le proiezioni, Ferrara sarà l’unica provincia emiliano-romagnola destinata a un ulteriore forte calo entro il 2042 (-5,4%).

Per il sindacato il rischio è quello di una vera “decrescita strutturale” del territorio. Il nodo principale riguarda la riduzione della popolazione in età lavorativa, fenomeno che secondo Abi finirà per incidere direttamente su Pil, consumi, investimenti e capacità produttiva.

L’analisi evidenzia anche il forte squilibrio generazionale che caratterizza Ferrara. La provincia detiene infatti il primato regionale per indice di vecchiaia: 289 anziani ogni 100 giovani, contro una media regionale di 212. Ancora più significativo il dato sul ricambio lavorativo: “Per ogni 100 giovani pronti a entrare nel mercato del lavoro, a Ferrara ci sono 187,5 persone prossime alla pensione”.

Uno scenario che rischia di mettere in crisi non solo il sistema produttivo ma anche la sostenibilità del welfare locale. Nel documento si sottolinea infatti come l’aumento degli indici di dipendenza possa aggravare ulteriormente la pressione su pensioni, assistenza sanitaria e protezione sociale.

Accanto all’invecchiamento emerge poi quello che la Fisac definisce il “paradosso del risparmio silver”. Le famiglie ferraresi continuano infatti ad accumulare liquidità: a fine 2025 i depositi hanno superato i 7,2 miliardi di euro, che sfiorano i 10 miliardi considerando anche le imprese. Parallelamente però il credito continua a diminuire.

Ferrara risulta infatti ultima in Emilia-Romagna per andamento dei prestiti alle imprese: -3,9% rispetto al 2024, contro il -0,4% regionale e il +0,7% nazionale. Pesanti anche i dati settoriali: -6% nel manifatturiero, -4,3% nelle costruzioni e -1,5% nei servizi.

A questo si aggiunge la progressiva riduzione della presenza bancaria sul territorio. In dieci anni gli sportelli sono passati da 214 a 128, mentre il numero dei dipendenti bancari si è praticamente dimezzato.

Per il sindacato il tema non riguarda soltanto l’organizzazione del credito, ma il futuro stesso del territorio. “La sfida non è solo accompagnare il cambiamento demografico, ma governarlo”, si legge nel documento, che richiama la necessità di investimenti pubblici, politiche per giovani e famiglie e un confronto stabile con le organizzazioni sindacali.

Tra le proposte indicate per invertire la tendenza ci sono il sostegno alle startup innovative, un maggiore utilizzo dei finanziamenti agevolati per giovani imprenditori, il rafforzamento del Fondo di garanzia per la prima casa, la promozione del prestito d’onore per formazione e specializzazione e un potenziamento degli asili nido pubblici.

Secondo la Fisac, Ferrara “potrà darsi un’opportunità per contrastare il declino demografico se riuscirà a trasformare l’accumulo di risparmio della popolazione in capitale”, favorendo nuovi modelli di “scambio intergenerazionale” e investimenti capaci di trattenere giovani e competenze sul territorio.

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