Salute
24 Maggio 2026
Oltre 30 mila prestazioni endocrinologiche nel 2025 tra ospedale e territorio. Gli specialisti: “Ascoltare i segnali del corpo è fondamentale”

Settimana della Tiroide, Ferrara rafforza prevenzione e diagnosi precoce

di Redazione | 5 min

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Anche quest’anno, dal 25 al 31 maggio, si celebra la Settimana Mondiale della Tiroide (la Giornata Mondiale dedicata alla patologia sarà il 25 maggio) per sensibilizzare la popolazione generale sui temi inerenti la prevenzione, diagnosi e cura delle malattie tiroidee.

L’iniziativa, sostenuta in Italia dalle principali società scientifiche (come Ame, Associazione Medici Endocrinologi; Sie, Società Italiana di Endocrinologia e Ait, Associazione Italiana Tiroide) e associazioni pazienti, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e della diagnosi tempestiva delle patologie tiroidee che in Italia colpiscono oltre 6 milioni di persone.

Il tema della manifestazione di quest’anno (Tiroide e Nutrizione”) ha l’obiettivo di approfondire il legame tra alimentazione, benessere generale e corretto funzionamento della tiroide. La Settimana vuole promuovere la giusta informazione su fattori nutritivi essenziali per il corretto funzionamento tiroideo e come i nutrimenti possano interferire con alcuni trattamenti di malattie tiroidee. Lo iodio, ad esempio, rappresenta un elemento fondamentale nella sintesi degli ormoni tiroidei ma è poco disponibile negli alimenti e nell’acqua, per cui si intende incentivare l’utilizzo del sale iodato. Anche il selenio, è un importante elemento per il corretto funzionamento della tiroide. Pertanto, si vuole incoraggiare l’utilizzo di alimenti alleati come la frutta secca, latte e derivati, le sostanze anti-ossidanti contenute in frutta e verdura fresca.

Presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, nell’ambito del Dipartimento Attività Integrata delle Medicine specialistiche diretto da Marcello Govoni, opera l’Unità Operativa di Endocrinologia e Malattie del Ricambio, diretta da Maria Chiara Zatelli. Qui vengono eseguite regolarmente ecografie del collo per tiroide e linfonodi (4.900 nel 2025), agoaspirati ecoguidati (1.200 nel 2025), indagini di diagnostica molecolare (570 nel 2025), oltre alle visite endocrinologiche di primo e secondo livello. L’identificazione di alterazioni genetiche nel nodulo è possibile grazie alla presenza di un Laboratorio di Diagnostica Molecolare, di supporto al medico, per una migliore gestione della condizione clinica dei pazienti. Presso il Reparto sono attivi diversi ambulatori: uno dedicato alle neoplasie tiroidee, uno per le patologie tiroidee in gravidanza, uno per le forme di iperfunzione della tiroide con associata patologia oculare ed un ambulatorio auxologico, che prende in carico i più piccoli con problemi di funzionalità tiroidea (oltre che ipotalamo-ipofisaria). Sul territorio vi sono poi ambulatori nei quali operano professionisti in capo all’Azienda Usl di Ferrara.

“Nell’ambito della gestione delle patologie maligne della tiroide – mette in evidenza Zatelli – esiste un percorso per la presa in carico, diagnosi, terapia e follow-up di questi pazienti che coinvolge, oltre all’Endocrinologia, molte altre Unità Operative quali Orl, Chirurgia Toracica, Medicina Nucleare, Radiologia, Radioterapia, Oncologia e Anatomia Patologica. Questo percorso si avvale della collaborazione multidisciplinare di professionisti esperti nella gestione di queste patologie che, se identificate precocemente, possono essere trattate adeguatamente in modo da garantire una lunga sopravvivenza ai pazienti. L’attività dell’Endocrinologia nella provincia di Ferrara costituisce un riferimento per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle patologie tiroidee, garantendo una completa presa in carico del paziente. Anche quest’anno il mio reparto aderisce alla Settimana Mondiale che ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica ed il mondo scientifico sui problemi dovuti alle malattie della tiroide. Le nuove linee guida internazionali sottolineano l’importanza di eseguire le indagini diagnostiche presso centri endocrinologici con professionisti che possono identificare correttamente i noduli tiroidei che devono essere indagati. Il rischio è, infatti, di sottoporre il paziente ad accertamenti inutili che aumentano lo stato d’ansia e non modificano lo stato di salute. La maggior parte dei noduli tiroidei, infatti, viene riscontrata occasionalmente e non necessita di alcun intervento terapeutico, dato che ha una bassissima probabilità di influenzare la qualità della vita della persona. La gestione ottimale della persona con nodulo tiroideo può derivare solo dalla collaborazione equilibrata tra tutte le parti in causa (medici specialisti e di medicina generale, pazienti e loro associazioni, le istituzioni sanitarie)”.

Il Servizio di Endocrinologia dell’Azienda Usl di Ferrara (coordinato da Mariella Minoia come referente di branca) ricopre un ruolo centrale nel garantire un’assistenza appropriata, capillare, continuativa e accessibile alla popolazione. Nel 2025 ha erogato complessivamente 18.665 prestazioni nel territorio, che comprendono: prime visite endocrinologiche, visite di controllo e follow-up, indagini diagnostiche ecografiche e procedure bioptiche tiroidee.  In particolare, l’attività ha visto oltre 6.500 esami ecografici del collo e dei linfonodi, più di 6.000 prime visite endocrinologiche, circa 5.700 visite di controllo e 366 procedure bioptiche tiroidee.

L’attività è svolta dagli Specialisti Ambulatoriali Interni (Sai) dell’Azienda Usl di Ferrara operanti nelle strutture sanitarie della provincia, presenti in ogni sede con attività specialistica: Casa della Comunità “Cittadella S. Rocco” di Ferrara; Casa della Comunità di Portomaggiore – Ostellato; Casa della Comunità Terre e Fiumi di Copparo; Casa della Comunità “S. Camillo” di Comacchio; Casa della Comunità di Bondeno; Ospedale “SS. Annunziata” di Cento e Ospedale del Delta a Lagosanto.

Minoia sottolinea come “sia fondamentale sensibilizzare all’ascolto dei segnali del corpo, talvolta sottovalutati, legati a stanchezza, metabolismo e peso, che possono nascondere disfunzioni tiroidee, spesso attribuiti a stato di stress, stanchezza o ai ritmi intensi della vita quotidiana. In alcuni casi, invece, dietro questi segnali persistenti possono esserci alterazioni della funzionalità tiroidea. Gli ormoni tiroidei regolano numerose funzioni dell’organismo: metabolismo, energia, temperatura corporea, frequenza cardiaca, concentrazione e peso. Per questo il suo corretto funzionamento è così importante. Risulta quindi necessaria una giusta informazione in modo da educare la popolazione per evitare controlli clinici non necessari, promuovendo una diagnosi corretta e mirata. La Settimana Mondiale della Tiroide è una buona occasione per ricordare che ascoltare il proprio corpo è un gesto di prevenzione”.

I dati relativi all’attività Endocrinologica nella provincia di Ferrara confermano l’efficacia di un modello di sanità territoriale integrata, capace di rispondere in modo adeguato ai bisogni di salute della popolazione e di valorizzare il lavoro in rete tra professionisti, strutture periferiche e ospedale universitario. Lo Specialista Ambulatoriale “filtra” e gestisce la grande prevalenza delle patologie tiroidee, agendo da ponte tra la medicina di base e quella ospedaliera, contribuendo alla presa in carico del paziente. Questo approccio garantisce appropriatezza delle indicazioni, personalizzazione delle cure e continuità assistenziale. Elemento fondamentale del modello assistenziale è la collaborazione strutturata con l’Unità Operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, nell’ambito di una rete clinica integrata tra territorio e ospedale. La collaborazione garantisce la condivisione dei percorsi diagnostico terapeutici, la continuità assistenziale tra livelli di cura e l’appropriatezza prescrittiva. Un assetto organizzativo in grado di ottimizzare le risorse disponibili e di migliorare la qualità complessiva dell’assistenza erogata.

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