Attualità
21 Maggio 2026
A breve la famiglia dovrà anche lasciare la casa: “Non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto di non diventare invisibili”

Genitori e fratellino invalidi, una ragazza chiede aiuto alla sua città

di Marco Zavagli | 5 min

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Carenza di mezzi, mancato ripristino della completa potabilità dell'acqua, fondi previsti solamente per parte delle criticità strutturali della sede e nessuna tempistica definita per la risoluzione delle problematiche. Sono queste le motivazioni che spingono i vigili del fuoco di Ferrara a scioperare il prossimo 9 giugno

“In questo momento così difficile, sentirci finalmente ascoltati da qualcuno significa moltissimo per tutta la mia famiglia”. A scriverci è una ragazza di 25 anni. La chiameremo Elpis, come la dea greca della speranza. Attorno a Elpis il mondo si sta sgretolando.

Al padre è stato di recente diagnosticato un grave deficit visivo che gli impedisce di guidare. A questo si aggiunge anche un problema di diabete. Nonostante questo “continua ogni giorno a fare viaggi lunghissimi in bicicletta e in treno per poter lavorare e permetterci di sopravvivere”.

La madre accusa gravi problemi alla schiena, ernie discali multiple e dolori cronici invalidanti. “Oggi cammina con enorme difficoltà, riuscendo quasi ad appoggiarsi soltanto su un piede, e spesso fatica persino a muoversi normalmente dentro casa”.

Il fratello minore, che frequenta la scuola primaria, a seguito di un incidente, è rimasto invalido. Il nucleo familiare è completato da due bambini di pochi anni.

“Negli anni non abbiamo mai smesso di fare sacrifici per andare avanti – confessa la ragazza -. Nonostante le enormi difficoltà economiche, abbiamo sempre pagato l’affitto, le bollette e tutte le spese essenziali senza mai sottrarci alle nostre responsabilità”.

Ora però devono lasciare la casa dove vivono da dieci anni. L’immobile è stato venduto e il nuovo proprietario non ha rinnovato il contratto di locazione. E adesso chiede di liberare gli spazi.

“Da allora – continua Elpis – continuiamo a ricevere lettere dall’avvocato del nuovo proprietario che ci chiede di lasciare la casa il prima possibile e ci dice che le spese di sfratto dovrebbero essere pagate da noi, nonostante la nostra situazione economica estremamente precaria”.

Eplis ci ha contattato, producendo tutta la documentazione che prova lo stato di indigenza in cui versa la sua famiglia. “Dietro quei documenti, però – le preme specificare -, non ci sono soltanto numeri o pratiche amministrative: ci sono sei persone che da oltre dieci anni vivono a Ferrara, una famiglia che ha sempre cercato di vivere con dignità e che oggi ha paura concreta di perdere l’unica casa che abbia mai avuto davvero”.

Ferrara non è semplicemente il luogo in cui abitiamo – prosegue la giovane -. È la città dove siamo cresciuti, dove mio fratello minore e mia sorella sono nati, dove abbiamo costruito negli anni ogni legame umano, scolastico, medico e sociale. Viviamo da anni nel centro storico di Ferrara, dove si trovano tutti i nostri punti di riferimento. È l’unico posto che possiamo chiamare casa”.

Poi Elpis si guarda intorno e pensa al padre: “vederlo affrontare ogni giorno enormi sacrifici fisici pur di non far mancare nulla alla famiglia è per noi motivo di grande dolore ma anche di immenso rispetto”.

Guarda sua madre: “da mesi cerca senza successo appuntamenti e visite specialistiche adeguate per il suo problema, ma continua a vivere con dolori continui e molto forti. Vederla soffrire ogni giorno senza riuscire ad avere una stabilità minima o cure rapide è qualcosa che sta distruggendo emotivamente tutta la nostra famiglia”.

E guarda il fratellino: “oltre alle difficoltà legate allo sviluppo, soffre anche di diabete e necessita di cure, controlli medici e attenzioni continue nella vita quotidiana. Frequenta la scuola primaria a Ferrara ed è seguito anche da un educatore domiciliare che viene a casa due volte alla settimana per supportarlo nel suo percorso educativo e quotidiano. Per lui mantenere stabilità, continuità scolastica e i suoi punti di riferimento è fondamentale”.

E lei? Nonostante tutte queste difficoltà cerca ogni giorno di proteggere i suoi fratelli da questa situazione, “di farli sentire al sicuro e di creare per loro un ambiente familiare il più possibile stabile e sereno. Io e mia madre facciamo di tutto per non far mancare loro nulla, né dal punto di vista materiale né umano, anche nei momenti più difficili”.

Ma anche Elpis convive con problemi di salute. “Sono seguita per asma bronchiale e importanti allergie respiratorie certificate, con episodi frequenti di dispnea e difficoltà respiratorie che limitano molte attività lavorative fisiche. Negli ultimi controlli specialistici mi è stata inoltre riscontrata una problematica cardiaca congenita con valvola aortica bicuspide e prolasso mitralico, situazione che richiede monitoraggi medici continui”.

Nonostante questo sta cercando di fare il possibile e l’impossibile. “Essendo l’unica persona in casa con patente e automobile, mi occupo quotidianamente di visite mediche, spesa, accompagnamenti scolastici e di tutta la gestione pratica della famiglia”.

E poi c’è l’abitazione che presto dovranno lasciare. Un immobile che necessita di importanti interventi di manutenzione straordinaria che evidentemente il precedente proprietario ha ignorato. “La casa in cui viviamo si trova in condizioni molto gravi e degradate: finestre rotte, muri deteriorati, problemi agli scarichi del bagno e persino collegamenti elettrici scoperti e non protetti. Vivere ogni giorno in queste condizioni, con la paura costante di guasti, incidenti o ulteriori problemi, sta diventando umanamente pesantissimo”.

Negli ultimi giorni sono arrivate lettere dall’avvocato del nuovo proprietario: “ci chiedono di lasciare l’abitazione il prima possibile. Tutto questo sta creando nella nostra famiglia un clima di forte preoccupazione, perché realisticamente non sappiamo dove andare”.

Elpis ha già presentato nel 2020 domanda per un alloggio Acer, ma la pratica è stata ammessa con riserva dal momento che non sono riusciti a produrre adeguata documentazione per dimostrare l’impossidenza di beni immobili nel Paese di origine, il Marocco.

Loro hanno la nazionalità italiana e sono seguiti dai servizi sociali, “ma ad oggi non abbiamo ancora trovato una soluzione abitativa stabile e sicura”.

Non chiediamo privilegi – insiste la ragazza -. Chiediamo soltanto di non diventare invisibili. Chiediamo che una famiglia fragile, che ha sempre cercato di vivere onestamente e con dignità, non venga lasciata sola nel momento più difficile della propria vita”.

Abbiamo chiamato questa giovane di 25 anni Elpis, come la dea greca della speranza. Ma è un appellativo scelto per sottrazione. In tutto il pantheon che gli antichi immaginavano nell’Olimpo manca una dea che più di ogni altra meriterebbe di prestarle il suo nome. La dea della dignità.

Chi volesse mettersi in contatto con Elpis per un aiuto concreto può scrivere alla redazione via mail (news@estense.com) o chiamare i numeri 0532702665 o 3463444992.

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